Pavia (PV)

Pavia, export in forte calo nel primo trimestre 2026: -14% e saldo commerciale negativo

La provincia pavese pesa sulla flessione del territorio Cremona-Mantova-Pavia, con esportazioni in diminuzione a 1,1 miliardi di euro e importazioni in calo del 21,1%

Pavia, export in forte calo nel primo trimestre 2026: -14% e saldo commerciale negativo

Nel primo trimestre 2026 l’export di Pavia segna una contrazione del 14% su base annua, trainando verso il basso l’andamento del territorio camerale. Quasi tutti i comparti risultano in flessione, mentre il saldo commerciale resta ampiamente negativo, pari a circa -1,041 miliardi di euro.

Export Italiano

L’export italiano, secondo i dati Istat, ha continuato la sua crescita nel 2026, chiudendo il primo trimestre dell’anno con un aumento in valore del +1,3%. Questa dinamica è sintesi di dinamiche territoriali differenziate, con un aumento delle esportazioni più marcato per il Centro e per il Sud, più contenuto per il Nord-ovest, con una flessione per il Nord-est e una decisa contrazione per Isole. In questo contesto, la dinamica dell’export lombardo nel primo trimestre 2026 risulta pressoché invariata su base annua, confermando comunque il proprio ruolo di principale regione esportatrice italiana.

Il dato riflette una fase di consolidamento dopo la forte crescita registrata nel recente passato e si inserisce in un quadro europeo caratterizzato da una domanda industriale ancora debole e da persistenti tensioni geopolitiche e commerciali. Nel panorama regionale emerge un quadro articolato: metà delle province lombarde registra una crescita delle esportazioni rispetto al primo trimestre 2025, mentre l’altra metà evidenzia variazioni negative. Il dato conferma una dinamica non uniforme sul territorio, con performance differenziate tra i diversi sistemi produttivi provinciali.

Per il territorio della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia la dinamica delle esportazioni al primo trimestre 2026 è caratterizzata da una flessione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato è tuttavia riconducibile principalmente alla marcata contrazione della provincia di Pavia, mentre Mantova e Cremona evidenziano una sostanziale tenuta dei livelli di export, con variazioni lievemente positive. L’analisi curata dal Servizio Promozione e Informazione Economica rileva infatti una diminuzione dell’export pari al -3,4%, rispetto allo stesso periodo del 2025, per un ammontare di oltre 4.751,3 MLN di euro.

Variazione di segno meno anche per le importazioni che registrano un calo del -16,6%, per un ammontare di 5.394,1 MLN di euro, portando la bilancia commerciale in territorio negativo con un valore di -642,7 MLN di euro. Nel confronto regionale relativo alla variazione delle esportazioni nel I trimestre 2026 sullo stesso periodo del 2025, Mantova risulta seconda per performance, mentre Cremona e Pavia si collocano rispettivamente al quartultimo e quintultimo posto della graduatoria.

“I dati relativi al primo trimestre 2026 si inseriscono in un contesto internazionale ancora caratterizzato da una domanda industriale debole e da persistenti tensioni geopolitiche e commerciali” – sottolinea il Presidente della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia, Gian Domenico Auricchio – “A livello territoriale si conferma un quadro differenziato: la Lombardia evidenzia una dinamica complessivamente stabile su base annua, a conferma del proprio ruolo di principale regione esportatrice del Paese, ma con andamenti non uniformi tra le province. Per il territorio della Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia si registra, nel complesso, una flessione delle esportazioni pari al -3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tale risultato è tuttavia principalmente imputabile all’andamento meno positivo della provincia di Pavia, mentre Mantova e Cremona mostrano una sostanziale tenuta, con variazioni lievemente positive o prossime alla stabilità.

Gian Domenico Auricchio

Nel complesso emerge un sistema produttivo territoriale che, pur in una fase di rallentamento e di consolidamento dopo le crescite più recenti, conferma elementi di resilienza e capacità di adattamento. Il quadro rimane tuttavia caratterizzato da elevata incertezza, legata alla volatilità dei mercati internazionali, alle dinamiche dei tassi di cambio e alle persistenti tensioni energetiche e geopolitiche, che continuano a influenzare il commercio globale. In questo contesto, le prospettive restano condizionate da fattori esterni difficilmente prevedibili. È quindi fondamentale che le imprese proseguano nel percorso di innovazione, diversificazione dei mercati e rafforzamento della competitività, leve decisive per affrontare uno scenario internazionale sempre più complesso. Parallelamente, risulta strategico che le politiche pubbliche continuino a sostenere il sistema produttivo con interventi stabili, mirati ed efficaci, capaci di rafforzare la resilienza delle imprese e la loro capacità di competere sui mercati globali”.

I dati in provincia di Pavia

Relativamente alla provincia di Pavia, le esportazioni mostrano un calo del -14% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Al 31 marzo 2026 le esportazioni pavesi ammontano a 1,1 MLD di euro, contro un valore di import pari a 2,2 MLD di euro, anch’esso in diminuzione rispetto al 2025 del -21,1%. Il saldo commerciale risulta in territorio negativo, ammontando a circa -1.041 MLN di euro.

Considerando i principali comparti esportatori, si segnalano variazioni negative per la quasi totalità dei prodotti: gli articoli farmaceutici e chimico medicinali (-30,1%), i macchinari (-10,8%), i prodotti alimentari (-11,4%), le sostanze e i prodotti chimici (-4,6%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-2,3%), gli apparecchi elettrici (-3,5%), gli articoli di abbigliamento, prodotti tessili, pelli e accessori (-7%), i prodotti delle altre attività manifatturiere (-13,7%), i mezzi di trasporto (-23,9%) e i prodotti in legno e carta (-3,4%). Al contrario, si registrano variazioni positive per i prodotti in metallo (+8,7%), gli apparecchi elettronici e ottici (+6,2%) e i coke e prodotti petroliferi raffinati (+81%).

Sul fronte delle importazioni si registrano variazioni negative per i prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (-25,1%), le sostanze e i prodotti chimici (-19%), i prodotti alimentari (-12,7%), i prodotti in metallo (-13,5%), i macchinari (-3,5%), gli apparecchi elettrici (-18,2%), gli articoli in gomma e materie plastiche (-18,8%), i prodotti per l’agricoltura (-23,9%), gli articoli di abbigliamento, prodotti tessili, pelli e accessori (-45,1%), i prodotti in legno e carta (-20,4%) e gli apparecchi elettronici e ottici (-16,3%). Da segnalare anche un netto calo delle importazioni dei mezzi di trasporto e una decisa ripresa degli articoli farmaceutici e chimico medicinali.

L’analisi dell’andamento delle esportazioni della provincia di Pavia per paesi di sbocco evidenzia una ripresa verso Germania (+4%), Austria (+27,1%), Grecia (+50,5%), Svizzera (+16%) e Arabia Saudita (+29,4%). Variazione negativa, invece, per Francia (-2,5%), Spagna (-18,1%), Belgio (-7,5%), Romania (-8,3%), Regno Unito (-22,5%), Ungheria (-0,6%), Polonia (-29,9%), Stati Uniti (-83,6%) e Paesi Bassi (-29,2%).

Le importazioni vedono un calo da parte di Germania (-15,9%), Francia (-47,7%), Libia (-1,3%), Azerbaigian (-2%), Spagna (-18,8%), Paesi Bassi (-35,6%), Cina (-0,4%) e Polonia (-18,7%).