Polemica per l’assenza all’inaugurazione del nuovo locale

La madre dei due giovani denuncia distanza e chiede uguale attenzione per chi avvia un’attività.

Chiara Lorenzetti ha criticato la mancata partecipazione della sindaca Chiara Frontini all’inaugurazione del locale aperto dai suoi due figli, di 21 e 19 anni. Lo sfogo è stato pubblicato sul gruppo Facebook Viterbo Civica e parte da una considerazione sul ruolo delle istituzioni, che secondo la donna dovrebbero essere vicine a tutti i cittadini.

I due giovani hanno scelto di investire sul territorio avviando Triclinium cocktail and wine, in via Sacchi, a pochi passi dal Sacrario. Lorenzetti racconta di essersi recata personalmente in Comune per invitare la prima cittadina all’apertura dell’attività.

L’invito e la mancata presenza

Secondo il racconto della madre, durante l’incontro Frontini le avrebbe stretto la mano e assicurato che sarebbe intervenuta all’inaugurazione oppure in un’altra occasione. La visita, però, non si sarebbe mai verificata. Da qui nasce la delusione espressa dalla donna, che considera quella promessa un gesto rimasto senza seguito.

L’assenza viene letta da Lorenzetti come un segnale di distanza nei confronti di chi, soprattutto tra i più giovani, prova a costruire un percorso imprenditoriale partendo da zero. Nel suo intervento sostiene che possa passare l’idea di una distinzione tra cittadini più considerati e altri con minore visibilità o senza cognomi noti.

La richiesta di maggiore vicinanza

La madre dei titolari chiede quindi alle istituzioni un atteggiamento più attento verso i ragazzi che scelgono di investire nel territorio. A suo giudizio, il sostegno dell’amministrazione dovrebbe essere garantito senza valutare la convenienza d’immagine o il possibile ritorno politico legato alla presenza a un evento.

Lorenzetti precisa che i suoi figli intendono proseguire comunque il loro lavoro, contando sulla determinazione personale e sul sostegno di chi crede nel progetto. La vicenda, conclude, lascia tuttavia l’amarezza per una presenza della sindaca percepita come selettiva, invece che espressione di una vicinanza rivolta all’intera comunità.