Operaio muore in cantiere, Rifondazione chiede nuove tutele

La formazione politica sollecita norme urgenti per mansioni gravose e rischi legati all’età pensionabile

Francesco Galiano, operaio edile di 65 anni, è morto dopo essere stato colpito da un infarto mentre si trovava al lavoro in un cantiere della provincia di Viterbo. Il decesso ha riacceso l’attenzione sulle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare durante i periodi caratterizzati da temperature elevate.

A intervenire sulla vicenda è il circolo di Rifondazione Comunista di Viterbo, che ha diffuso una nota per esprimere cordoglio alla famiglia e chiedere un intervento sulle norme relative alle mansioni gravose e ai rischi connessi all’età dei lavoratori. Secondo il partito, la morte dell’edile rappresenta un episodio inserito in una problematica più ampia.

La richiesta sulle attività usuranti

La segretaria Irene Massimi ha sostenuto che il caso debba spingere le istituzioni a rivedere i criteri che regolano i lavori usuranti, tenendo conto anche dell’emergenza climatica. Nella nota, la dirigente ha sottolineato come nei cantieri edili siano sempre più spesso impiegate persone con più di 60 anni, esposte a condizioni di lavoro particolarmente impegnative.

Rifondazione Comunista collega quindi l’avanzamento dell’età pensionabile alla permanenza in mansioni considerate gravose e all’esposizione a temperature estreme. Il partito chiede che il tema delle morti sul lavoro legate al caldo, all’età e alla natura usurante di alcune occupazioni venga affrontato attraverso una legge urgente.

La posizione del partito

Per Massimi, il decesso di Galiano non dovrebbe essere considerato un fatto isolato, ma il segnale di una questione strutturale riguardante la tutela dei lavoratori. La segretaria ha invocato una mobilitazione politica ampia e una revisione delle regole applicate alle attività più rischiose.

La nota ribadisce infine la richiesta di riportare la tutela della vita nei luoghi di lavoro tra le priorità delle linee programmatiche dei governi. Il comunicato non fornisce ulteriori elementi sulle circostanze dell’infarto né indica eventuali accertamenti avviati dopo la morte dell’operaio.