Umbria

Turismo in Umbria, Fittuccia: «Servono più treni»

L’imprenditore alberghiero e dirigente Federalberghi analizza i mesi recenti e le prospettive per la chiusura dell’anno.

Turismo in Umbria, Fittuccia: «Servono più treni»

Il turismo in Umbria guarda alla conclusione del 2026 tra segnali di ripresa e la necessità di rafforzare i collegamenti ferroviari. A fare il punto sull’andamento del settore è Simone Fittuccia, imprenditore alberghiero e presidente regionale, oltre che componente dell’esecutivo nazionale, di Federalberghi.

Fittuccia gestisce cinque alberghi ad Assisi e una struttura a Perugia, l’hotel La Rosetta. La sua esperienza nel comparto ricettivo e il ruolo nell’associazione di categoria lo hanno portato a intervenire sull’andamento dell’anno e sulle prospettive per i mesi conclusivi.

La ripresa dopo agosto

Secondo Fittuccia, il settore ha registrato una flessione nel mese di agosto, ma il quadro sarebbe cambiato già a settembre. «Dopo la flessione di agosto, a settembre è arrivata l’inversione e ora è in corso una buona ripresa», ha spiegato nell’intervista rilanciata da Passaggi magazine.

Il dato viene inserito in una valutazione più ampia sull’evoluzione degli ultimi anni e sulle possibilità di crescita della regione. Tra i temi indicati figura anche la capacità dell’Umbria di attrarre nuovi visitatori, insieme alle condizioni necessarie per sostenere il comparto ricettivo e accompagnare la ripresa.

Collegamenti e prospettive

Nel ragionamento trovano spazio le infrastrutture e, in particolare, il ruolo dei treni. Il miglioramento dei collegamenti viene considerato un elemento centrale per rendere più accessibile il territorio umbro e favorire l’arrivo dei flussi turistici.

Il confronto riguarda inoltre le prospettive future del settore e l’evoluzione dell’offerta alberghiera, compreso il segmento di lusso. L’obiettivo indicato è comprendere come consolidare la ripresa e aumentare l’attrattività dell’Umbria, senza limitare l’analisi al solo andamento stagionale.

L’intervento di Fittuccia offre quindi una lettura dal punto di vista degli operatori dell’accoglienza: da un lato la ripartenza osservata dopo agosto, dall’altro la richiesta di collegamenti più efficienti e di una strategia capace di sostenere il turismo regionale nel medio periodo. L’intervista è stata pubblicata il 9 ottobre 2026.