Internazionale

Quattordici giorni tra paesaggi, rovine e mare turchi

Un percorso intenso fra altopiani, coste, testimonianze antiche e quartieri storici, con indicazioni su ingressi e spese

Un viaggio di 14 giorni per attraversare la Turchia dalla Cappadocia a Istanbul, passando per siti archeologici, località costiere e paesaggi naturali. L’itinerario è iniziato in estate con un volo da Bologna, uno scalo a Istanbul e l’arrivo all’aeroporto di Kayseri. Ritirata l’auto, il gruppo ha raggiunto Göreme, punto di partenza per esplorare l’altopiano della Cappadocia.

La prima esperienza è stata il volo in mongolfiera all’alba, prenotato tramite l’hotel al costo indicativo di 120 euro a persona. Dopo l’escursione, il percorso ha toccato Uçhisar, con il suo castello, e Derinkuyu, città sotterranea caratterizzata da cunicoli stretti e ambienti scavati nel sottosuolo. Per visitare diversi musei e siti archeologici è stata acquistata la Museum Card da 165 euro, valida 15 giorni dalla prima attivazione, anche se non comprende tutte le attrazioni.

Dalla Cappadocia alla costa

Nei giorni successivi sono state visitate le formazioni rocciose e le chiese rupestri del Museo a cielo aperto di Göreme, la Red Valley, la Pasaba Valley e l’antica città di Zelve. Il percorso è poi proseguito nella Valle Ihlara, con un trekking lungo il fiume, e a Selime, dove le pareti rocciose assumono tonalità dorate nel tardo pomeriggio. Lasciata la Cappadocia, una sosta al caravanserraglio di Sultanhami ha preceduto l’arrivo a Side, località balneare con un centro storico e resti archeologici visibili anche sotto la pavimentazione in vetro.

Da Side il viaggio è continuato verso Fethiye, con una deviazione a Termessos, antica città situata nel Parco nazionale del monte Güllük, a circa 1.000 metri di quota. A Fethiye il programma ha lasciato spazio al mare: un’escursione in barca lungo la costa, con soste per il bagno e pranzo a bordo, è costata circa 30 euro a persona. Il giorno seguente sono state raggiunte Kayaköy, città fantasma legata alla partenza della comunità greca negli anni Venti, e Ölüdeniz, con la Blue Lagoon e le spiagge affacciate sul Mediterraneo.

Da Pamukkale a Istanbul

La tappa successiva è stata Pamukkale, con le terrazze di travertino da percorrere a piedi nudi, e le vicine rovine di Hierapolis. L’esperienza ha evidenziato anche un problema pratico: i due luoghi sono collegati dallo stesso accesso, ma non è stato chiaro che l’ingresso utilizzato per Pamukkale comprendeva già il percorso verso l’area archeologica. Dopo la visita, il gruppo ha raggiunto Şirince, villaggio immerso nel verde e noto per le vigne, prima di dedicare oltre sei ore a Efeso.

Gli ultimi giorni sono stati trascorsi a Istanbul, raggiunta dopo la riconsegna dell’auto e l’attraversamento del ponte sul Bosforo. Il programma ha incluso la Moschea Blu, la Basilica Cisterna, il palazzo Top Kapi con l’Harem, il mercato coperto, piazza Taksim, i quartieri di Fener e Balat, il ponte di Galata e la moschea Yeni. Una crociera serale sul Bosforo ha completato il soggiorno, prima del rientro in Italia.

Nel bilancio finale, i pernottamenti e i pasti sono stati giudicati accessibili soprattutto nelle località meno turistiche, mentre i principali siti hanno richiesto spesso 30-40 euro per l’ingresso. La Basilica Cisterna, non inclusa nella card, è costata 40 euro; Santa Sofia 25 euro, con una visita parziale a causa dei lavori di ristrutturazione. Anche il carburante è stato indicato a circa 1,20 euro al litro, mentre a Şirince due calici di vino sono costati 20 euro.