Quarantotto forni censiti tra il 1991 e il 1993 raccontano il ruolo che la panificazione ha avuto nella storia di La Salle. Da questo patrimonio nasce il progetto dei Sentieri del Pan Ner, ideato per collegare gli antichi manufatti alle frazioni e proporre una conoscenza del territorio fondata su camminate, percorsi in bicicletta e memoria locale.
I forni non erano soltanto strutture destinate alla preparazione del pane, ma anche luoghi di incontro e condivisione. Il Catasto d’impianto di fine Ottocento ne documenta la diffusione: 25 erano di proprietà degli abitanti dei villaggi, mentre altri risultavano intestati a singole famiglie, tra cui gli Hyvoz a Derby, i Coccoz a Chez-Borgne e i Chabod a La Tour de Favray.
Tre percorsi tra villaggi e tradizioni
I Sentieri del Pan Ner sono stati curati da Sirdar Montagne, associazione di accompagnatori di media montagna, con il contributo di Hélène Marguerettaz, originaria di La Salle. Il progetto, sviluppato negli anni e completato lo scorso anno, è stato presentato al Comune con l’obiettivo di dare forma a una rete di itinerari capace di valorizzare ciò che già esiste.
I percorsi sono tre e seguono il filo della tradizione cerealicola: segale, grano e orzo. L’esperienza non consiste soltanto nel raggiungere un forno, ma nell’attraversare villaggi, osservare le tracce della storia locale e raggiungere anche Derby e Chabodey. Secondo i dati riferiti all’edizione di quest’anno, 50 persone hanno percorso gli itinerari a piedi e 39 in bicicletta.
Per Marguerettaz, il progetto può contribuire a diversificare l’offerta dei comuni montani e a ridurre la concentrazione delle presenze nei periodi di maggiore affluenza. La creazione di itinerari, però, non sarebbe sufficiente senza una rete di attività ricettive e servizi in grado di sostenere l’accoglienza durante l’intero anno.
Famiglie e giovani custodi del patrimonio
A Le Moras, il forno della famiglia Requedaz-Costaz rappresenta il passaggio della tradizione tra generazioni. L’impianto è stato ricostruito dai genitori di Daria Requedaz nel 1980, dopo la distruzione del forno precedente, e oggi coinvolge anche i nipoti nella preparazione del pane.
La famiglia conserva le ricette tradizionali ma sperimenta anche nuovi impasti. Per questa edizione ha preparato 55 flantze e circa 125 pani neri, utilizzando una quantità contenuta di farina bianca. L’attività mostra come la tutela di una pratica antica possa convivere con la ricerca e l’innovazione.
All’iniziativa hanno partecipato anche i Coscritti del 2008, che hanno realizzato 50 pani neri e 30 creichen. Il ricavato è stato destinato a Missione Sorriso, associazione del territorio. Per i ragazzi, coordinati dal portavoce David Battendier, la panificazione è diventata così anche un’occasione di solidarietà e di partecipazione alla vita della comunità.
Il progetto punta quindi a distribuire le visite oltre i luoghi più frequentati, portando attenzione verso frazioni, paesaggio e testimonianze della vita rurale. Gli antichi forni diventano il punto di partenza per raccontare il rapporto tra famiglie, villaggi e territorio, mantenendo vivo un patrimonio materiale e immateriale che rischierebbe altrimenti di restare ai margini.