Vento atlantico, brughiere, cervi e distese verdi: Islay, nelle Ebridi Interne, è un’isola in cui la natura condiziona ancora il ritmo del viaggio. Raggiungibile in circa mezz’ora di volo da Glasgow, offre spiagge, piccoli villaggi, campi d’orzo e coste popolate da foche e uccelli marini. Le sue 11 distillerie l’hanno resa celebre nel mondo, ma il whisky è solo uno degli elementi di un territorio legato anche all’agricoltura, al mare e all’artigianato.
Il primo approccio è sulla lunga spiaggia affacciata sull’Atlantico, dove dune, erba bassa e nuvole in rapido movimento cambiano continuamente la luce. Alle sue spalle si trova il Machrie Links, campo da golf le cui buche seguono il profilo della costa. Poco distante, The Machrie propone camere, suite e lodge immersi nel paesaggio. Da Port Ellen, invece, le escursioni in barca permettono di osservare foche, aquile di mare e cervi sugli isolotti, accompagnando la navigazione con aragosta, granchio e scampi appena pescati.
Tra dimore storiche e leggende
Nel centro dell’isola, a Bridgend, Islay House racconta il volto delle grandi proprietà rurali. La country house, presente sul posto dal 1677, è circondata da 28 acri di giardini e boschi e si affaccia sul Loch Indaal. La posizione consente di raggiungere con facilità le diverse aree dell’isola, dai terminal dei traghetti alle spiagge e alle distillerie.
Il folklore locale conserva storie di principesse, fate e saggezza femminile. Vicino ad Ardilistry, due pietre sono associate alla leggenda di Yula o Iula, una principessa danese che avrebbe creato l’isola lasciando cadere massi dal grembiule. Sulla collina di Cnoc Rhaonastil, invece, la tradizione colloca la dimora della Queen of Faerie, figura raccolta dalla folklorista Otta Swire.
Con un breve tragitto in traghetto si raggiunge Jura, ancora più remota e poco popolata. Qui vivono circa 250 persone e circa 5 mila cervi rossi. La strada attraversa montagne, brughiere e specchi d’acqua, mentre durante la stagione degli amori il bramito dei maschi interrompe il silenzio dell’isola.
Jura e la storia di 1984
Jura è anche il luogo scelto da George Orwell per lavorare al romanzo 1984. Lo scrittore arrivò sull’isola il 22 maggio 1946 e si stabilì a Barnhill, una fattoria isolata nel nord, priva allora di elettricità e acqua calda. Qui, lontano dagli impegni urbani, coltivava l’orto, pescava e lavorava al libro. Nel 1947 rischiò la vita nel Golfo di Corryvreckan: la barca su cui viaggiava con il figlio e i nipoti fu trascinata dalle correnti e il gruppo venne soccorso da un pescatore di aragoste.
La vocazione produttiva dell’isola emerge anche nella storia di Lussa Gin, fondata nel 2015 da tre donne residenti a Jura. La distilleria utilizza 15 botaniche coltivate o raccolte localmente. A Islay, l’Islay Woollen Mill continua invece a realizzare tweed e tartan con macchinari tradizionali, mentre Kilchoman coltiva e malta direttamente l’orzo nella propria fattoria.
Il percorso conduce infine tra i fari di Islay, dalle strutture di Carraig Fhada e Rinns of Islay alle scogliere della penisola di The Oa. Qui l’American Monument ricorda le vittime degli affondamenti del Tuscania e dell’Otranto durante la Prima guerra mondiale. Il viaggio si chiude con il whisky di Bowmore, distilleria fondata nel 1779 sulle rive del Loch Indaal. Nei magazzini No. 1 Vaults, affacciati sull’acqua, maturano botti che racchiudono il rapporto fra orzo, torba, sorgenti e clima atlantico.