Internazionale

Civitatis punta sul B2B con il progetto Civitatis Pro

Veronica de Íscar Alonso illustra quattro direttrici operative; a settembre, crescita del 18% nel bacino tricolore.

Il progetto Civitatis Pro è al centro della strategia della società spagnola per rafforzare il rapporto con agenzie di viaggio, tour operator e professionisti della distribuzione. A illustrarne obiettivi e sviluppo è Veronica de Íscar Alonso, chief B2B sales officer dell’azienda, incontrata durante il Ttg Travel Experience.

La manager, da quasi nove anni in Civitatis e in precedenza head of agencies & affiliates, sottolinea l’importanza dell’ascolto del mercato per orientare il lavoro del team. «Solo così possiamo fare sempre meglio», spiega, indicando nel confronto con gli operatori uno degli elementi alla base dell’evoluzione dell’offerta business.

I quattro pilastri di Civitatis Pro

Il programma, destinato a diventare il riferimento per le attività B2B, si basa su quattro elementi: un catalogo selezionato, una tecnologia adattabile ai diversi modelli di distribuzione, un supporto specializzato e un accompagnamento commerciale. Secondo de Íscar Alonso, il progetto raccoglie l’esperienza maturata negli ultimi otto anni di collaborazione con agenzie, tour operator e altri professionisti del comparto.

«Civitatis Pro nasce da tutto ciò che abbiamo imparato lavorando con loro: ascoltandoli attivamente, comprendendo il loro modo di operare e adattando la nostra proposta a ciò di cui hanno realmente bisogno», afferma la responsabile. L’obiettivo dichiarato è quindi adeguare strumenti e servizi alle diverse modalità con cui gli operatori distribuiscono le proposte di viaggio.

La crescita sul mercato italiano

Il network di Civitatis comprende oggi circa 45mila agenzie e 6mila partner affiliati, mentre il catalogo raggiunge 160 Paesi. Per quanto riguarda l’Italia, de Íscar Alonso parla di una crescita costante: a settembre il dato era pari al +18% e, salvo eventi imprevisti, la previsione è di arrivare al +20% entro la fine dell’anno.

Tra le difficoltà del settore resta l’incertezza, che secondo la manager richiede capacità di adattamento e flessibilità. Anche l’intelligenza artificiale è già utilizzata dall’azienda, ma con una cautela precisa: «Ci vuole equilibrio, perché la relazione umana deve restare al centro e continuare a generare valore».