Mercoledì 4 novembre alle 20.30, nell’auditorium di Palazzo Bomben a Treviso, è in programma la proiezione di Cosa rimane quando il mare si muove, film di Gaetano Crivaro realizzato in Italia nel 2026 e della durata di 67 minuti. L’appuntamento rientra nella rassegna Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curata da Simonetta Zanon, con un percorso dedicato anche alla figura di Andrea Zanzotto.
Alla serata interverranno il regista Gaetano Crivaro e Marco Pavan, documentarista e fotografo. Il film osserva la Sardegna al termine della stagione estiva, quando i forti venti di maestrale e le prime piogge di settembre e ottobre modificano il paesaggio costiero e fanno scomparire le tracce delle attività turistiche: chioschi, ombrelloni, sedie sdraio, canoe e tavole da surf.
Il turismo oltre la stagione estiva
Il documentario si concentra sul periodo in cui sulle spiagge non si lavora e racconta il punto di vista di una classe di lavoratori sulla quale la politica ha fatto ricadere il peso di un’intera economia. Tra gli elementi al centro del film ci sono le aspettative e le promesse legate al turismo, le difficoltà del lavoro stagionale e l’incertezza sul futuro, in uno spazio conteso tra terra e mare.
Studiosi e volontari cercano di ricomporre i frammenti lasciati sul territorio da un turismo sempre più massivo, mentre il mare sembra riprendersi temporaneamente ciò che gli è stato sottratto. La spiaggia viene descritta come luogo del desiderio, risorsa economica e simbolo di un modello turistico sviluppato spesso senza una programmazione complessiva.
Nelle note di regia, Crivaro spiega di aver girato il film in Sardegna, dove vive da oltre dieci anni, osservando il modo in cui il turismo modifica la percezione dei luoghi da parte degli abitanti. Il regista mette a confronto la frenesia dell’estate con il ritmo più lento e silenzioso dell’inverno e propone una riflessione sull’impatto del turismo non soltanto sulle spiagge, ma sugli ecosistemi coinvolti.
La conclusione della rassegna
Paesaggi che cambiano si concluderà mercoledì 18 novembre alle 20.30, ancora nell’auditorium di Palazzo Bomben, con due lavori dedicati al fiume Sile di Treviso. Saranno proiettati Lungo il fiume. Com’era il Sile nel 1949 di Giuseppe Mestriner, realizzato nel 1949 e della durata di 18 minuti, e Nuove ecologie e archeologia della navigazione. Un workshop di progettazione del paesaggio lungo il fiume Sile di Marco Zuin, del 2026.
All’incontro finale parteciperanno Marisa Mestriner, Alessio Barbazza, critico e giornalista cinematografico, Alessandro Casellato, professore di Storia contemporanea all’Università Ca’ Foscari, Luigi Latini, direttore della Fondazione Benetton, il geografo Francesco Vallerani e Marco Zuin, autore e regista di cinema documentario.