Ruben Amorim è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia di Milan-Ferencvaros (domani, ore 18.45). Ecco le sue dichiarazioni.
Bene il Derby, ma ora è alle spalle. Al Milan serve continuità…
“Questo è l’obiettivo. La partita con l’Inter è passata e bisogna pensare all’Europa League. Siamo stati motlo continui durante il derby, invece ci sono state partite in cui non lo siamo stati. Questo è il grande passo avanti che dobbiamo compiere. Non importa il turnover, non contano i giocatori che mandiamo in campo: dobbiamo essere un’ottima squadra. Dobbiamo vincere domani, perché è fondamentale per il nostro obiettivo di andare fino in fondo in questa competizione”.
Ci sarà turnover domani?
“Prima di tutto la partita più importante è la prossima. Dobbiamo stare molto attenti con alcuni giocatori. Abbiamo alle spalle questo calendario fitto e non possiamo permetterci di perdere molti elementi per le prossime partite, perché a volte, quando non vuoi fare turnover, ti ritrovi con un infortunio che ti tiene fuori per un mese o un mese e mezzo. Questa è la partita più importante; stiamo pensando solo a questa, ma dovremo fare un po’ di turnover e tutti i ragazzi sono pronti a reggere l’impatto con le richieste della gara. Abbiamo la voglio di vincere l’incontro. Affronteremo un grande avversario che ha nove punti in questa competizione, una squadra che non sta perdendo neanche una partita in campionato, ma i nostri calciatori sono pronti e abbiamo il dovere di vincere”.
Come mai questa differenza tra Serie A ed Europa League?
“Ma se poi guardi le partite contro il Benfica, credo che non abbiamo espresso il nostro gioco, pur avendo avuto più possesso palla. Abbiamo avuto qualche problema nelle poche occasioni concesse all’avversario e abbiamo subito gol. Poi abbiamo vinto un’ottima partita a Salisburgo e poi a Bournemouth. Abbiamo avuto un’espulsione, due rigori, è stata colpa nostra. La situazione di Maignan non ci ha aiutati a lottare per la partita, e a volte in certi momenti si verificano queste dinamiche. Credo che non stiamo andando davvero bene in Serie A; naturalmente abbiamo vinto l’ultima, ma guardando la squadra e le partite, penso che dovremmo avere più punti. Quindi non sono soddisfatto in Europa League, non sono soddisfatto in Serie A. Penso che possiamo fare di meglio, ma a volte va così. Ogni partita ha la sua storia. Ma penso che domani possiamo fare meglio e vincere”.
Che squadra è il Ferencvaros?
“È una squadra con l’abitudine di vincere, poco importa il contesto. Ti dà il pieno di fiducia in ogni partita. Sono a loro agio. Stanno andando molto bene in campionato. Giocano col 4-2-3-1, hanno un’identità forte. A centrocampo c’è Adam Nagy che è molto forte in costruzione. Sono a loro agio, vengono a San Siro con niente da perdere. La responsabilità a San Siro è la nostra: dobbiamo giocare bene e rimanere concentrati. Ho detto ai calciatori che contro l’Inter siamo stati bravi perché siamo rimasti umili e attenti ai dettagli: contro il Ferencvaros dovremo fare la stessa cosa perché sono una squadra molto forte”.
Dopo il sorteggio di Europa League Antonio Cassano ha detto che Milan e Juventus non possono dare per scontata la vittoria col Ferencvaros.
“Senza alcun dubbio. Siamo capaci di vincere ogni partita e perdere ogni partita. È questa la caratteristica principale di questa squadra, e dipende da come affrontiamo l’impegno. Dipende dal nostro approccio, indipendentemente dall’avversario: non importa se l’avversario arriva dalla Serie A, dalla Serie B, dall’Europa League o dalla Champions League. Ogni giocatore ha gli strumenti e le capacità tecniche, e gli allenatori capiscono l’avversario e dispongono di tutti i video necessari per preparare la gara. Possiamo vincere e perdere contro chiunque, dipende solo da noi. E a volte serve anche un pizzico di fortuna”.
Il suo Milan ha già una chiara identità? Siamo lontani?
“Mi chiedete spesso quando arriveremo al top. Non raggiungeremo mai il massimo, anche se vincessimo tutte le partite. Bisogna migliorarci sempre. Abbiamo già un’identità: vogliamo dominare le partite, a volte riusciamo a farlo e a volte no. A volte cambiamo il modulo e la fase difensiva e non ce ne si accorge neanche. La nostra identità è di essere propositivi: ci manca ancora la capacità di mettere gli avversari in area per creare più occasioni. Ma stiamo giocando meglio, gestiamo anche meglio alcuni momenti. Ma c’è ancora tanto lavoro da fare, soprattutto negli ultimi 30 metri: devo aiutare i miei calciatori a farlo”.
Sull’ottima fase difensiva con l’Inter:
“L’Inter fa parte del passato. Possiamo dimostrare anche domani di poter difendere meglio. Ci siamo difesi, ma con la palla. Ci ha permesso di ragionare meglio. I dettagli sono importanti: un metro è un metro. Siamo stati migliori rispetto al Bologna. Siamo stati molto aggressivi sulle fasce. Koni è stato eccezionale, ma se arriva un cross su Thuram è molto difficile difendere: quindi siamo stati più aggressivi senza palla per evitare cross. Dobbiamo fare la stessa cosa domani, loro sono abituati a vincere partite. Quando una squadra vince sempre ci sarà un perché e dobbiamo essere pronti per domani”.
Su Diawara:
“Dobbiamo dargli i suoi meriti, sta lavorando molto bene. Ha passato un periodo senza giocare ed era un po’ frustrato, ma ha lavorato sempre molto bene. Penso che possa fare questo ruolo sull’esterno. Una volta abbiamo giocato con Moreira lì, con l’Inter invece c’era Diawara. Stesso ruolo, interpretazione diversa. Durante la sosta, contro il Padova, lo abbiamo provato terzino sinistro: ha mostrato segnali importanti. È veloce, è forte. Sta facendo bene, ha il potenziale per crescere molto. Contro l’Inter sapevamo quanto potessero essere pericolosi i cross, specialmente dalla catena di sinistra dell’Inter. Dimarco non ha giocato, ma l’idea tattica restava la stessa, e difendere sui traversoni con Koni e Pavlovic si è rivelata una buona intuizione. Hanno quasi segnato su un cross con Calhanoglu, ma credo stia facendo davvero benissimo. Ha ampi margini di crescita e chissà, magari domani partirà titolare”.
Qual è il vostro punto di forza?
“Ciò che dicevo sul fatto di vincere le partite, questa è la forza della squadra, la nostra identità: io metto sempre al primo posto il collettivo, non il singolo, anche se abbiamo ottime individualità. La punta del Ferencvaros è fortissima negli spazi: può giocare sia da esterno che da attaccante, e credo che contro di noi giocherà da punta. Nagy è un elemento importante perché capisce il gioco. Sa esattamente quando abbassarsi e quando invece restare alto, e questo genere di calciatori mi piace molto. A questo si aggiunge la qualità del terzino sinistro con il piede destro che sa accentrarsi: tutti questi piccoli dettagli definiscono un’identità che apprezzo molto in questa squadra, e dovremo farci trovare pronti a metabolizzare tutte queste informazioni per preparare e vincere la partita. Ripeto: abbiamo tre punti in questa competizione e domani dobbiamo assolutamente vincere”.
È il più bel secondo tempo di tutto il campionato, quello con l’Inter. Ho visto un atteggiamento da grande squadra: autorevole, sicuro, senza rischiare. Si deve ripartire dal secondo tempo?
“Penso che sia un buon punto di vista. Ma non si può scindere il secondo tempo dal primo, sono collegati. Nel primo tempo siamo andati in vantaggio, poi abbiamo controllato in quel modo nel secondo tempo. Siamo migliorati nella comprensione del gioco, siamo stati completi in tutti i reparti. Forse ci è mancato il mettere qualche giocatore dietro la linea di centrocampo dell’Inter: buon possesso nostro, ma possiamo fare ancora meglio. Si tratta solo di una partita comunque. Durante la settimana precedente alla partita con il Bologna, la gente, persino i tifosi, mi fermava dicendo: ‘Buona fortuna per il derby’. Non lo capisco: il Bologna era la partita più importante per noi. Questo è il tipo di mentalità che non possiamo permetterci, è la mentalità da piccola squadra. Una piccola squadra si preoccupa solo dei grandi appuntamenti. No, no, no: ogni partita è un grande appuntamento. Quindi non lo so, la gara di domani dirà molto di più sulla mia squadra rispetto a quella con l’Inter. È stato bello vincere? Sì. Ma sono ancora arrabbiato per la partita con il Bologna. Domani dovremo essere forti per vincere”.
Il Derby ha mostrato una parte di Cardinale emozionale… Quando vedremo anche lei così?
“Quando vinceremo lo scudetto o un titolo importante magari sarò emozionato. Fino a quel momento, è solo un altro giorno. Ma comunque in partita non mi aspettavo di provare queste sensazioni, e neanche Cardinale. Lui ha fatto un’intervista importante dicendo che sostiene il mister. C’è stato un bellissimo feeling allo stadio, si è goduto questo momento e si è emozionato. Lui è americano, ma quando passi del tempo qua diventi un po’ italiano. Io comunque non sarò emozionato finché non vincerò qualcosa. E quando vincerò qualcosa penserò già al prossimo scudetto. Dubito che mi vedrete emozionato”.