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Napoli, esame Porto tra emergenza infortuni e crisi di risultati

Sfida delicatissima per gli azzurri, reduci da tre sconfitte nelle ultime sei partite: Allegri deve fare i conti con una rosa ridotta all'osso.

Napoli, esame Porto tra emergenza infortuni e crisi di risultati

Due allenatori agli antipodi e una notte europea che può cambiare il destino di entrambi. Porto-Napoli è già uno snodo cruciale della Champions League, una sfida nella quale perdere rischia di costare carissimo. Da una parte Francesco Farioli, impeccabile in campionato ma ancora a secco di punti in Europa. Dall’altra Massimiliano Allegri, alle prese con un’emergenza senza precedenti e con una squadra che, dopo tre sconfitte nelle ultime sei partite, comincia a sentire il peso delle critiche.

Il Porto arriva all’appuntamento dopo tre ko consecutivi in Champions. Un rendimento che contrasta nettamente con il cammino in campionato e che ha acceso i riflettori sulla gestione europea di Farioli. Per evitare un’eliminazione anticipata, i portoghesi hanno bisogno di una vittoria.

Il Napoli, però, non se la passa meglio. Le sconfitte contro Villarreal, Venezia e Juventus, quest’ultima arrivata appena tre giorni fa, hanno alimentato i dubbi sulla tenuta della squadra. Allegri sa che un altro passo falso rischierebbe di trasformare la sosta in un lungo processo alla sua gestione, con inevitabili interrogativi anche sul futuro della panchina.

A complicare ulteriormente la situazione c’è un’infermeria che non concede tregua. Il tecnico livornese ha fotografato l’emergenza con una delle sue battute: «In tredici non riusciamo neanche a fare un torello. Non copriamo il cerchio di centrocampo».

Hojlund recupera, McTominay la certezza

In mezzo a tante difficoltà, almeno una buona notizia: Rasmus Hojlund è guarito dalla febbre ed è pronto a guidare l’attacco azzurro. Il danese rappresenta il principale riferimento offensivo di una squadra che ha disperatamente bisogno di ritrovare gol, fiducia e risultati.

Alle sue spalle agirà Scott McTominay, chiamato a garantire inserimenti e pericolosità negli ultimi metri. La doppietta realizzata contro il Bodo ha confermato quanto lo scozzese possa essere determinante, soprattutto quando il Napoli fatica a costruire occasioni attraverso il gioco.

Per il resto, Allegri dovrà inventarsi qualcosa. Sulla fascia sinistra dovrebbe trovare spazio Noa Lang, chiamato a interpretare un ruolo a tutta fascia non esattamente nelle sue corde. In difesa, invece, si profila un terzetto inedito formato da Beukema, Rrahmani e Marin, mai schierati insieme dal primo minuto.

Soluzioni obbligate, più che scelte tattiche, per un Napoli che dovrà compensare le assenze con organizzazione, attenzione e spirito di sacrificio.

Allegri fa i conti: «Bastano dieci punti»

Per alleggerire la pressione, Max ha rispolverato uno dei suoi strumenti preferiti: la calcolatrice. Secondo il tecnico, dieci punti potrebbero essere sufficienti per conquistare l’accesso alla fase a eliminazione diretta.

Al Napoli, dunque, ne mancherebbero sette, da raccogliere nelle ultime tre partite contro Bruges, Sabah in trasferta e Viking. Un ragionamento che consente di affrontare la trasferta portoghese senza l’obbligo matematico di vincere.

Attenzione, però, perché la soglia indicata da Allegri non rappresenta una garanzia. Due stagioni fa, per esempio, dieci punti non sarebbero stati sufficienti. Fare calcoli può aiutare a gestire la tensione, ma il rischio è quello di sottovalutare l’importanza di una partita che potrebbe rivelarsi decisiva.

Farioli contro Allegri, due filosofie a confronto

Porto-Napoli sarà anche una sfida tra due modi quasi opposti di interpretare il calcio. Farioli e Allegri sono separati da 22 anni, ma soprattutto da idee, percorsi e personalità profondamente differenti.

Il tecnico del Porto è laureato in filosofia, ama lo studio e la preparazione minuziosa delle partite, tanto da presentarsi al centro sportivo già alle 7.30 del mattino. Allegri, che non ha mai nascosto il suo scarso entusiasmo per la scuola, ha invece costruito la propria carriera sulla capacità di leggere le situazioni e trovare soluzioni anche fuori dagli schemi.

Le differenze emergono soprattutto sul campo. Farioli predilige pressione alta, intensità e recupero immediato del pallone. Allegri, al contrario, non ha problemi ad abbassare il baricentro, proteggere gli spazi e aspettare il momento giusto per colpire.

Per questo è probabile che il Napoli cerchi di controllare il ritmo della partita, evitando di farsi trascinare in una sfida troppo aperta contro una squadra che farà dell’aggressività una delle proprie armi principali.

Porto, quanta qualità: da Froholdt a Gabri Veiga

Il Porto dispone di una rosa ricca di talento e alternative. Tra i giocatori più interessanti spicca Froholdt, centrocampista danese di appena vent’anni, già finito nel mirino della Premier League con offerte arrivate fino a 70 milioni di euro. Dinamismo, forza fisica e personalità ne fanno uno dei protagonisti più attesi.

Accanto a lui c’è Gabri Veiga, capace di abbinare creatività e inserimenti offensivi. Sulle corsie esterne attenzione ai dribbling di Pepê e alla qualità di Borja Sainz, mentre davanti trova spazio André Silva, rinato tra Germania e Spagna dopo la deludente esperienza al Milan.

Farioli può inoltre contare su una panchina di livello, con Varela, Martim Fernandes, Fofana, un Gimenez in ripresa e il possibile ritorno di Pietuszewski dopo l’infortunio. Senza dimenticare Samu Aghehowa, conosciuto in passato come Omorodion, attaccante capace di cambiare il volto della partita.

Una quantità di soluzioni che contrasta con l’emergenza del Napoli e che potrebbe pesare soprattutto nella seconda parte dell’incontro.

L’incrocio con Michael Oliver e il fantasma del 2018

A rendere ancora più particolare la serata ci sarà anche un volto che Allegri conosce fin troppo bene: Michael Oliver, designato per dirigere la sfida del Dragao.

Il nome dell’arbitro inglese riporta inevitabilmente alla memoria Real Madrid-Juventus del 2018, ritorno dei quarti di finale di Champions League. I bianconeri, allenati proprio da Allegri, riuscirono a rimontare lo 0-3 dell’andata, prima che nel recupero Oliver assegnasse il discusso rigore per il contatto tra Benatia e Lucas Vazquez.

Una decisione entrata nella storia anche per la furiosa reazione di Gianluigi Buffon, che accusò il direttore di gara di avere un bidone dell’immondizia al posto del cuore.

Otto anni dopo, Allegri ritrova Oliver in un’altra notte europea ad alta tensione. La speranza del tecnico è che questa volta siano soltanto i giocatori a decidere il risultato.

Perché al Dragao il Napoli si gioca molto più di tre punti: deve dimostrare di saper reagire alle difficoltà, fermare una pericolosa spirale negativa e ritrovare la solidità necessaria per restare protagonista in Champions. E per riuscirci, stavolta, servirà qualcosa di più di una calcolatrice.