Settimo Torinese (TO)

Maturità all’Istituto Settimo Torinese: solo quattro 100 quest’anno

Le riflessioni della dirigente scolastica Cristina Reinero sui nuovi esami e le difficoltà degli studenti

Maturità all’Istituto Settimo Torinese: solo quattro 100 quest’anno

Si possono contare sulle dita di una mano – e non serve neanche tutta – i 100 della Maturità di quest’anno. All’Istituto Settimo Torinese, su 340 studenti ammessi all’esame, infatti, solamente in 4 sono riusciti a strappare il punteggio massimo. E tra questi, solo in un caso, compare anche la lode.

L’analisi della dirigente scolastica

Un dato che, spulciando i tabelloni finali, balza immediatamente all’occhio e su cui riflette la dirigente scolastica, Cristina Reinero. «Questa nuova formulazione dell’esame rende più complicato dare i 100. Sono previsti solo 3 punti di bonus da poter dare solamente a chi arriva con 90 e dunque tutti quelli con la media dell’8 non possono più accedere», spiega la dirigente, sottolineando le difficoltà incontrate dagli studenti per via della nuova modalità d’esame.

Il nuovo colloquio orale e i voti più bassi

A cambiare, oltre al conteggio del bonus, è stato soprattutto il colloquio orale. Niente più immagine iniziale da collegare a tutte le altre discipline, ma domande secche e puntuali. Un approccio che ha necessariamente «stretto» anche le maglie delle Commissioni d’esame, lasciando poco spazio alla libera esposizione dei candidati. «Quest’anno, i ragazzi dovevano iniziare l’esame orale partendo da una presentazione legata a se stessi e poi avevano delle domande puntuali da ciascun commissario. Con risposte secche. I voti sono stati più bassi per tutti, anche perché era la prima volta che si sperimentava questa modalità. Come scuola abbiamo fatto durante l’anno delle simulazioni, ma per i ragazzi era qualcosa di nuovo e quindi non erano preparati».

L’impatto dei cambiamenti ministeriali e della prova di matematica

Ed è proprio su questo continuo cambio di Maturità, con un’impostazione dell’esame che viene ciclicamente modificata dal Ministero, che si concentra Reinero. «Quti cambiamenti così repentini non aiutano. Gli studenti che hanno fatto la Maturità avevano lavorato fino a poco tempo fa su un sistema diverso, anche perché – spiega la preside – un esame di Stato non si prepara nell’arco di 15 giorni ma si inizia almeno nei tre anni prima».

Tra i fattori che, poi, hanno inciso nell’abbassare la valutazione finale c’è anche la prova di matematica. «Ci sono stati molti voti bassi e quella ha penalizzato tantissimo», afferma la dirigente.

I dati sulle ammissioni e i corsi serali

Insomma, quest’anno, la Maturità ha messo a dura prova l’Istituto Settimo Torinese che, già alla vigilia degli esami, contava ben 50 studenti non ammessi su 390 studenti scrutinati. Un altro numero emblematico che, però, va letto tenendo conto anche dei corsi serali dedicati all’istruzione per gli adulti. Un settore che, complici le regole legate alla frequenza, può spingere più facilmente le persone ad abbandonare i corsi. «In generale, però, reggiamo bene, nonostante i grossi tagli che sono stati fatti all’Istruzione per gli adulti. Già adesso, ad esempio, abbiamo circa un centinaio di persone che intendo iscriversi al prossimo anno», puntualizza Reinero che non nasconde le criticità che, di in anno in anno, si trova ad affrontare la sua scuola.

Le complessità sociali e il ruolo della scuola

«È stato un anno complicato – afferma -. Si stanno moltiplicando i casi di studenti con problematiche di vario tipo, che possono richiedere interventi psicologici o dei servizi sociali. Stanno aumentando anche le diagnosi di Dsa e di autismo. Diciamo che la situazione sociale non aiuta e le famiglie, spesso, si trovano in sofferenza».

Eppure, nonostante le difficoltà e i voti finali, ad ascoltare le testimonianze degli studenti, la scuola continua ad essere per tanti «un porto sicuro» e una palestra di vita in cui poter cadere e poi rialzarsi più forte di prima.