«All’interno delle scuole fa troppo caldo. Per i bambini, il centro estivo in queste condizioni, è insostenibile». A lanciare l’allarme sono alcuni genitori che portano i figli ai centri estivi comunali in corso, in queste settimane, negli istituti scolastici del territorio.
Le segnalazioni delle famiglie e i disagi nelle aule
Un problema che, in questo periodo dell’anno, si presenta ciclicamente senza una reale soluzione. Nonostante il tam-tam di segnalazioni fatte sia al Comune che ad alcuni dirigenti scolastici, la situazione non migliora. «Lo avevamo fatto presente all’Amministrazione già l’anno scorso. Ci avevano detto che, all’epoca, era in corso una ricognizione delle scuole e che avrebbero provveduto ad installare delle pale, ma è rimasto tutto uguale», racconta una mamma.
Criticità che, complici le elevate temperature registrate nel mese di giugno, si sono ripresentate già in concomitanza con la fine della scuola. «Un giorno le insegnanti ci hanno chiamato alle 13 e ci hanno chiesto di portare via i bambini perché nelle aule non si riusciva più a stare. Alcune mamme compravano gelati, ghiaccioli per far rinfrescare i bambini. Ma lo dobbiamo davvero fare noi?», riferiscono i genitori. E adesso, durante il periodo dei centri estivi, il clima – in tutti i sensi – non sta cambiando.
Il caso delle scuole Collodi e Vivaldi
Soprattutto tra la Collodi e la Vivaldi, due delle scuole finite al centro delle segnalazioni arrivate alla nostra redazione. «Avevamo mandato alcune mail già ad inizio luglio. I bambini arrivano a casa in uno stato pietoso, accaldati, spossati. Si sta meglio fuori l’edificio, perché dentro le scuole non si respira», riportano i genitori che hanno chiesto almeno l’uso di alcuni ventilatori nelle aule. «Alla Collodi, da anni, ci sono le pale nel salone centrale ma – puntualizza una mamma – servono a poco perché i bambini stanno nelle aule».
A poco servono anche alcuni accorgimenti che, come indicato in una circolare inviata alle famiglie, sono stati messi in campo dalla scuola nei mesi scorsi, tra cui la ricollocazione dei letti all’infanzia e il potenziamento dell’attività didattica all’aperto. «Il tema principale è che questi non sono interventi da iniziare all’ultimo momento, ma sono azioni strutturali che devi prevedere già all’inizio dell’anno scolastico, quando non fa più caldo. Se per legge non si possono mettere i condizionatori e per motivi di sicurezza ci sono problemi anche con i ventilatori, bisogna pensare ad un’altra soluzione. Questo è un problema che, ormai, va avanti da anni», lamentano in coro i genitori.
La posizione del Comune e il ruolo dell’assessorato
È soprattutto un ruolo di «intermediario» quello che gioca il Comune nella gestione del problema caldo all’interno degli istituti. «Durante il tempo scuola, le decisioni vengono prese dai dirigenti che hanno la responsabilità sia dei bambini che del personale – premette l’assessora all’Istruzione, Chiara Gaiola -. I nostri quattro Comprensivi hanno esigenze diverse e negli anni siamo intervenuti laddove è stato possibile farlo e dove c’era una visione univoca con il dirigente».
Ed è proprio al tavolo con i dirigenti scolastici che andranno decise le strategie da adottare per contrastare anche il problema caldo. «Prossimamente li incontreremo per capire se si può adottare sulla città una politica unica – aggiungere l’assessora -. Non si parla ovviamente di condizionamento ma di una forma diversa di raffrescamento. Intanto, man mano che si palesa un’esigenza, interveniamo con strumenti contingenti e temporanei».
Gli interventi in corso e le prospettive future
Un intervento che sta avvenendo in alcuni edifici scolastici che ospitano i centri estivi comunali (gestiti, a loro volta, dalla cooperativa). «Quando sono arrivate le segnalazioni, siamo intervenuti – risponde Gaiola -. L’anno scorso è stata fatta una ricognizione sugli asili nidi, che sono comunali, e infatti quest’anno eravamo pronti dal primo giorno. In altre scuole, abbiamo aggiunto le pale a soffitto, in altre ancora, in accordo con la cooperativa, sono stati portati dei ventilatori. Ripeto, man mano che ci arrivano le richieste proviamo ad intervenire anche con l’uso di dispositivi contingenti. In prospettiva, invece, insieme ai dirigenti scolastici, bisognerà provare a cercare una filosofica comune che, però, non è semplicissimo trovare. L’unico intervento straordinario può essere la coibentazione, ma naturalmente vanno trovate le risorse economiche. Sugli edifici più recenti, magari può essere un po’ più semplice ma non vale lo stesso per tutte le scuole».