Marche

Nel Maceratese le scuole diventano motore della rinascita

Edifici moderni, laboratori, servizi puntano a trattenere giovani, famiglie, residenti nelle aree interne

Nel Maceratese la ricostruzione degli edifici scolastici entra in una fase nuova: non più soltanto il ripristino delle strutture danneggiate dal terremoto, ma la costruzione di un sistema capace di sostenere la permanenza di giovani e famiglie. Nei Comuni dell’entroterra, dove la diminuzione degli studenti si intreccia con il calo demografico, ogni plesso rappresenta un presidio sociale oltre che un servizio essenziale.

Il quadro presenta elementi diversi. Nei centri più grandi, come Macerata e Civitanova Marche, la variazione della popolazione incide soprattutto sull’organizzazione degli spazi. A Ussita, Visso, Fiastra, Pieve Torina, Valfornace, Pioraco e Fiuminata, invece, la presenza della scuola contribuisce direttamente alla tenuta della comunità. Accanto alla flessione complessiva degli iscritti, si registrano segnali di vitalità negli istituti superiori e nei nuovi poli scolastici, pensati per offrire ambienti sicuri, servizi più articolati e percorsi formativi collegati al territorio.

Nuovi poli tra sicurezza e formazione

A San Severino Marche, l’Itts Eustachio Divini è indicato come esempio di scuola tecnica orientata alle competenze richieste dalle imprese locali. In occasione dell’inaugurazione, avvenuta un anno fa, il sottosegretario all’Istruzione Paola Frassinetti aveva sottolineato il legame tra ricostruzione e qualità della formazione, definendo l’istruzione uno degli strumenti per offrire ai ragazzi prospettive di crescita.

A Camerino, la nuova scuola Ugo Betti rafforza il rapporto tra istruzione primaria e sistema universitario. La struttura è stata realizzata anche grazie alla collaborazione con la Andrea Bocelli Foundation. Durante il taglio del nastro, la vicepresidente dell’organizzazione, Veronica Bocelli, aveva descritto la scuola come un luogo centrale per lo sviluppo delle capacità individuali e per il futuro della comunità.

A Matelica, l’investimento da 7,44 milioni di euro riguarda l’Itcg Antinori e la primaria Mario Lodi, con interventi che puntano sull’isolamento sismico e sulla continuità educativa. Il sindaco Denis Cingolani aveva collegato l’approvazione del progetto esecutivo dell’Itc Varano-Antinori alla riqualificazione complessiva dell’edilizia scolastica cittadina, indicando sicurezza, funzionalità e qualità degli spazi come obiettivi dell’intervento.

Cantieri e strategie per l’entroterra

A San Ginesio sono partiti i lavori per un nuovo polo che riunirà la scuola dell’infanzia G. Ciarlantini, la primaria F. Allevi e l’istituto di istruzione superiore A. Gentili. Il progetto comprende anche una mensa, una palestra e un auditorium. Nello stesso Comune procede il cantiere per il nuovo Ipsia Renzo Frau, con l’obiettivo di consentire l’ingresso degli studenti nella sede nel 2027. È inoltre previsto un finanziamento di 2,5 milioni di euro per riparare i danni del sisma e ripristinare via Nunzio Giuliani, strada di accesso al plesso.

A Tolentino avanza il cantiere del nuovo campus destinato a ospitare il liceo classico, il liceo scientifico, il liceo coreutico Filelfo, l’Ite Filelfo e l’Ipsia Frau. L’opera ha un valore di 31 milioni di euro: l’apertura del corpo centrale è prevista per settembre 2027, mentre il completamento definitivo è indicato nel 2029. Nel capoluogo, invece, sono in corso interventi sulla scuola De Amicis, finanziati con 2,495 milioni di euro, e sul liceo artistico Cantalamessa, con risorse superiori a sei milioni.

Il rilancio passa anche da una diversa organizzazione dei servizi. Tra le proposte figurano parametri specifici per le aree interne, calibrati su percorrenze, altitudine e viabilità, oltre all’apertura pomeridiana degli edifici per doposcuola, sport, musica, biblioteche e laboratori digitali. Viene indicata anche la necessità di un trasporto più flessibile, con corse aggiuntive, e di incentivi o agevolazioni per favorire la stabilità degli insegnanti.

Un ulteriore asse riguarda il rapporto con le imprese e con le università di Macerata e Camerino. Gli istituti tecnici potranno collegare la formazione ai settori della manifattura, della ricostruzione, dell’agricoltura, del turismo, della gestione ambientale e dei servizi digitali. In questo quadro, dirigenti scolastici, Provincia, Ufficio scolastico provinciale, docenti, atenei, famiglie, studenti e imprese sono chiamati a collaborare affinché gli investimenti sugli edifici si traducano in nuove opportunità per il territorio.