Toscana

Formazione e attività per circa 200 detenuti

Tre istituti, atenei e progetti culturali accompagnano il percorso degli studenti reclusi.

Con la ripresa delle lezioni si avvicina anche per gli studenti detenuti dell’istituto di alta sicurezza di Ranza la conclusione della pausa estiva. Nella Casa di Reclusione di San Gimignano, però, la sospensione dell’attività didattica ordinaria non ha coinciso con l’interruzione delle iniziative formative. Il direttore Giuseppe Renna ha ricostruito il programma sviluppato nei mesi estivi e le opportunità messe a disposizione della popolazione detenuta.

Scuola e università

All’interno dell’istituto sono attivi tre percorsi scolastici: l’Istituto Ricasoli, con l’indirizzo di enogastronomia, l’Istituto Roncalli, per il settore turistico, e il CPIA di Poggibonsi, che propone alfabetizzazione, scuola media e biennio. Nel complesso, le attività coinvolgono circa 200 detenuti.

Il programma è stato affiancato dal contributo dell’Università di Siena e dell’Università per Stranieri. I due atenei hanno organizzato un campo estivo dedicato all’orientamento e al sostegno nella redazione delle tesi, mantenendo attivo il rapporto con gli studenti anche durante il periodo in cui le lezioni ordinarie si fermano.

Cultura, competenze e socialità

Tra le iniziative realizzate figura anche A Te – Raccontare da dentro, progetto finanziato dalla Regione Toscana e promosso dall’Associazione Teatrale Empatheatre insieme alla Fondazione Musei Senesi. Il percorso punta alla conoscenza del patrimonio museale e allo sviluppo di competenze nel settore teatrale, attraverso la produzione di contenuti audio originali.

Nel programma sono rientrati inoltre gli incontri Cose da Maschi, dedicati ai pregiudizi di genere, i seminari del professor Alessandro Fo e i corsi di teleformazione Trio. Non sono mancate le attività ricreative e laboratoriali, dal torneo di burraco alla musica, dallo sport alla pittura, passando per la lavorazione del legno e la cura degli orti.

Un ulteriore intervento è stato attivato dalla Asl con un gruppo psicologico rivolto allo sviluppo delle soft skill. Il percorso è destinato alle persone che presentano difficoltà di adattamento o problemi nella gestione degli impulsi, con l’obiettivo di lavorare su competenze utili nella vita quotidiana e nelle relazioni.

Per il direttore Renna, l’insieme delle proposte ha un valore che va oltre la semplice occupazione del tempo. L’offerta formativa, culturale e psicologica dovrebbe contribuire a mantenere aperte possibilità di crescita e cambiamento durante la detenzione. Da qui l’idea che il carcere debba dare speranza, evitando che la pena si traduca nella chiusura definitiva di ogni prospettiva.