Marcello Ventura, presidente della IV Commissione Attività Produttive, interviene nel confronto sulla carenza di personale infermieristico all’ASST di Cremona. Secondo il consigliere, l’azienda sanitaria sarebbe pronta ad assumere a tempo indeterminato gli operatori necessari, ma il problema principale sarebbe la difficoltà di reperire candidati in numero sufficiente.
Ventura respinge l’interpretazione secondo cui il ricorso a soggetti terzi deriverebbe da una mancata programmazione dell’azienda o della Regione. La carenza di infermieri, sostiene, non riguarda soltanto il territorio cremonese o la Lombardia, ma rappresenta una criticità che coinvolge l’intero Servizio sanitario nazionale.
I numeri della carenza
A sostegno della propria posizione, Ventura cita i dati contenuti nel rapporto Health at a Glance 2025 dell’OCSE: in Italia si contano 6,9 infermieri ogni mille abitanti, a fronte di una media OCSE di 9,2. Anche i dati della FNOPI, aggiunge, evidenzierebbero la difficoltà della professione ad attirare nuove generazioni, mentre pensionamenti e uscite continuano a incidere sugli organici.
Per quanto riguarda l’ASST di Cremona, ogni anno si registrerebbero tra 80 e 100 dimissioni e soltanto circa la metà dei neolaureati in Infermieristica sceglierebbe di restare in azienda. Nell’ultimo biennio, prosegue il presidente della commissione, il saldo occupazionale sarebbe stato negativo per 65-70 professionisti. Nel 2026 sono inoltre previsti oltre 50 pensionamenti.
Assunzioni e ricorso a soggetti esterni
Ventura afferma che l’azienda bandisce i concorsi e utilizza gli strumenti di reclutamento disponibili, ma non riesce a trovare un numero di candidati sufficiente a compensare le uscite e a coprire il fabbisogno. Se gli infermieri fossero disponibili, sostiene, l’ASST sarebbe pronta ad assumerli direttamente.
In questo quadro, il ricorso a soggetti esterni viene descritto come una misura straordinaria necessaria a garantire la continuità dei servizi ai cittadini. Secondo Ventura, non si tratterebbe di un’alternativa alle assunzioni né di una modifica dell’obiettivo di rafforzare gli organici aziendali, ma di una soluzione temporanea in attesa di reperire nuovo personale.
Il presidente della IV Commissione contesta quindi l’idea che l’affidamento a soggetti terzi equivalga a una volontà di privatizzare. A suo giudizio, la difficoltà dovrebbe essere affrontata con interventi strutturali capaci di rendere più attrattiva la professione infermieristica. La responsabilità della politica, conclude, è leggere i dati, elaborare risposte di lungo periodo e nel frattempo assicurare il funzionamento di ospedali e servizi.