Le discromie cutanee non sono tutte uguali e, per attenuarle, servono tempo e un approccio mirato. Anche chi applica con regolarità una protezione SPF 50 può notare dopo l’estate piccole macchie su naso e zigomi. In altri casi, l’assunzione della pillola o una precedente esposizione ai raggi solari può favorire pigmentazioni più ampie e irregolari. Il primo passo, spiega la dermatologa Mariuccia Bucci, è capire la natura del problema prima di scegliere prodotti o trattamenti.
Il parere di uno specialista è particolarmente importante quando si sospetta un melasma, perché procedure troppo aggressive possono peggiorare la situazione. La dermatologa mette inoltre in guardia dai consigli online di sedicenti esperti di bellezza, che propongono routine e prodotti senza avere una formazione medica. Una valutazione professionale consente di definire il percorso più adatto al tipo di discromia e alla pelle, includendo anche le cure domiciliari.
Melasma e pigmentazioni legate agli ormoni
La luce solare stimola la produzione di melanina e può aggravare le diverse forme di iperpigmentazione. Nel melasma, la produzione del pigmento aumenta soprattutto su fronte, labbro superiore, mento e guance. Le aree interessate presentano spesso contorni irregolari, una distribuzione asimmetrica e un aspetto simile a una cartina geografica. La condizione può durare anni e dipende dalla profondità del pigmento: se è nell’epidermide può essere più semplice da trattare, mentre quando raggiunge il derma richiede un intervento medico. Esistono anche forme miste.
La gestione va quindi personalizzata. Oltre alla fotoprotezione tutto l’anno, possono essere valutati cosmetici schiarenti a base di acido tranexamico. Peeling ambulatoriali delicati, preparati farmacologici per uso cutaneo, laser e luce pulsata sono opzioni da considerare caso per caso. La costanza e la delicatezza sono essenziali: per mimetizzare temporaneamente le discromie si possono usare creme colorate con filtri solari e fondotinta ad alta coprenza.
Lentigo solari e macchie post-infiammatorie
Le lentigo solari sono macchie brune dai contorni netti, frequenti sulle zone esposte come viso, décolleté e mani. Possono comparire dopo i 40 anni, o anche prima in base alla protezione ricevuta nel tempo e al fototipo. Aumentano con l’invecchiamento della pelle; quelle più marroncino-beige possono essere più profonde, mentre le macchie scure e recenti possono rispondere meglio ai trattamenti.
Per le lentigo si possono utilizzare peeling con acido glicolico, piruvico o retinoico, oltre a laser e crioterapia. A domicilio è indicata una protezione dai raggi ultravioletti durante tutto l’anno. Tra gli attivi depigmentanti vengono citati la vitamina C al 5% e la niacinamide al 2-5%, mentre la sera possono essere valutati prodotti con butil-resorcinolo, arbutina, acido cogico, acido mandelico o retinolo allo 0,3%. Questi ingredienti vanno introdotti con cautela e secondo le indicazioni ricevute.
Un’altra categoria è quella delle iperpigmentazioni post-infiammatorie, che possono comparire dopo acne, cicatrici, ceretta, uso di profumi fotosensibilizzanti, escoriazioni o microtraumi. Anche senza esposizione diretta al sole, l’infiammazione può alterare la produzione di melanina. Le macchie sono scure quando superficiali e possono assumere una tonalità grigio-bluastra se il pigmento si trova più in profondità. Anche in questi casi la scelta tra laser e peeling ambulatoriali deve essere affidata al dermatologo.