Nazionale

Tumori, quanto conta l’esperienza del centro chirurgico

Volume, équipe e monitoraggio degli esiti aiutano a valutare la sicurezza del percorso operatorio

Quando si deve affrontare un intervento per un tumore, conoscere il numero di operazioni simili eseguite ogni anno dall’ospedale può offrire un’informazione utile. Per diverse procedure oncologiche complesse, infatti, una maggiore attività è associata a una minore mortalità postoperatoria. Il volume degli interventi, però, non è un certificato automatico di eccellenza: contano anche l’organizzazione della struttura, il coordinamento tra professionisti e la capacità di verificare gli esiti delle cure.

Il rapporto tra casistica ed esiti emerge soprattutto negli interventi tecnicamente più impegnativi. Nella chirurgia del pancreas e nelle resezioni per i tumori dello stomaco e dell’esofago, i centri con una maggiore esperienza registrano complessivamente una mortalità più bassa a 30 e 90 giorni rispetto alle strutture che trattano queste patologie meno frequentemente.

Le ricerche disponibili sono in gran parte osservazionali: mostrano un’associazione statistica, ma non dimostrano che aumentare semplicemente il numero di interventi o di sale operatorie produca da solo un miglioramento. Il risultato dipende dall’esperienza del singolo chirurgo e dal volume complessivo dell’ospedale, due elementi collegati il cui peso specifico non è facilmente separabile.

Non conta solo l’operazione

Un passaggio decisivo riguarda i giorni successivi all’intervento. Un’analisi su oltre mezzo milione di pazienti operati per tumore del pancreas ha rilevato, nei centri con maggiore attività, meno decessi tra le persone che avevano sviluppato complicanze. In medicina il fenomeno è indicato con l’espressione failure to rescue.

La maggiore sicurezza non significa necessariamente che negli ospedali più esperti si verifichino meno imprevisti. La differenza può risiedere nella capacità di riconoscere rapidamente una complicanza e di intervenire prima che diventi letale. Per questo le soglie di attività adottate dai sistemi sanitari variano in base alla procedura e al contesto e non rappresentano un confine assoluto tra strutture sicure e pericolose.

Secondo il modello indicato da AGENAS per le Pancreas Unit, il volume chirurgico deve essere sostenuto da un’équipe multidisciplinare, dalla terapia intensiva, dalla radiologia interventistica e da un servizio di endoscopia con reperibilità continuativa. Per i centri dedicati al tumore della mammella, gli standard europei EUSOMA associano almeno 150 nuovi casi annui di carcinoma iniziale trattati chirurgicamente a competenze dedicate, discussione collegiale e controllo sistematico degli indicatori clinici.

Come valutare il centro

In Italia la concentrazione della chirurgia oncologica nelle strutture più attive resta disomogenea. I dati del Programma Nazionale Esiti relativi al 2024 indicano che il 54% delle resezioni pancreatiche viene eseguito in ospedali ad alto volume a livello nazionale. La quota scende al 28% nel Sud e nelle Isole.

Questi numeri descrivono la distribuzione degli interventi, ma non significano che ogni ospedale di una determinata area sia inadeguato. Allo stesso modo, spostarsi lontano da casa non migliora automaticamente la prognosi. Gli studi sulla centralizzazione della chirurgia pancreatica mostrano infatti risultati articolati: in alcuni confronti la mortalità diminuisce, mentre la frequenza complessiva delle complicanze tende a rimanere simile.

Nel colloquio con i medici è quindi utile chiedere quanti interventi identici a quello proposto vengano eseguiti ogni anno, se il piano di cura sia discusso da un gruppo multidisciplinare e come siano organizzati terapia intensiva e radiologia interventistica in caso di emergenza. È inoltre importante sapere se la struttura raccoglie e verifica regolarmente i propri esiti postoperatori. Le risposte aiutano a capire che cosa si nasconde dietro il numero degli interventi: un gruppo di professionisti abituato a collaborare e una rete di servizi pronta a gestire l’intero percorso.