Umbria

Tumori, cure innovative ma in Italia l’accesso resta lento

Mortalità ridotta, disponibilità disomogenea e attese medie di 470 giorni per ottenere i medicinali autorizzati

La ricerca oncologica ha contribuito a ridurre la mortalità e a rendere disponibili trattamenti sempre più mirati, ma l’accesso alle nuove terapie continua a essere disomogeneo. Secondo il quadro presentato dall’Associazione italiana di oncologia medica al congresso della Società europea di oncologia medica, aperto a Madrid, in Europa viene reso disponibile poco più di un farmaco oncologico su due tra quelli approvati dall’Agenzia europea per i medicinali.

In Italia la quota sale all’89%, ma il tempo medio necessario per accedere ai nuovi medicinali è di 470 giorni. Il dato è in aumento rispetto ai 441 giorni del 2024. A livello europeo, nello stesso periodo, l’attesa è passata da 586 a 655 giorni. Dopo l’autorizzazione alla rimborsabilità da parte dell’Aifa, il percorso può essere rallentato da procedure regionali, gare d’acquisto e inserimenti nei prontuari ospedalieri.

Calano i decessi, persistono le differenze territoriali

Dal 1988, secondo le stime riportate da Aiom, nell’Unione europea sarebbero stati evitati circa 7,3 milioni di decessi oncologici. Per il 2026 sono attesi 1,23 milioni di morti per tumore, con tassi di mortalità previsti in calo, rispetto al periodo 2020-2022, del 7,8% negli uomini e del 5,9% nelle donne. Per il carcinoma polmonare maschile la diminuzione stimata raggiunge il 22,5%, anche in relazione alla riduzione del consumo di tabacco.

Queste percentuali non consentono però di ricavare un conteggio attendibile per l’Umbria. Una ripartizione proporzionale alla popolazione regionale porterebbe a circa 14 mila decessi evitati dal 1988 e a circa 2.300 morti oncologiche nel 2026, ma si tratta di equivalenze matematiche e non di stime epidemiologiche regionali. Il Registro tumori dell’Umbria ha documentato una media di 6.390 nuovi casi l’anno nel periodo 2016-2020: circa 3.330 tra gli uomini e 3.060 tra le donne.

Prevenzione e tempi di cura

Il calo della mortalità è legato ai progressi nelle Car-T, nelle terapie personalizzate e nell’immunoterapia. L’individuazione dei bersagli molecolari permette di scegliere i trattamenti in base alle caratteristiche biologiche della malattia. Le terapie cellulari stanno ampliando le possibilità soprattutto per alcune forme di tumore del sangue, mentre per molti tumori solidi le sperimentazioni sono ancora in corso. Restano decisive anche la prevenzione, la diagnosi precoce e l’adesione agli screening.

In Umbria una parte significativa della popolazione interessata non viene raggiunta dai programmi organizzati o non aderisce agli inviti. Sul fronte chirurgico, la Regione ha riferito un miglioramento degli interventi oncologici eseguiti entro lo standard di 30 giorni: dal 56,8% dei primi sette mesi del 2024 si è passati all’80,8% nello stesso periodo del 2026. Il dato complessivo comprende però differenze tra le patologie monitorate.

Aiom chiede che i farmaci siano disponibili subito dopo la pubblicazione della decisione di rimborsabilità in Gazzetta Ufficiale. A incidere sui tempi possono essere anche le procedure delle aziende sanitarie, i piani terapeutici e i prontuari ospedalieri. Per l’Umbria, le informazioni disponibili non consentono di stabilire se, dopo la decisione nazionale, vi siano stati ritardi specifici.

La spesa europea per i medicinali oncologici è salita da 24,9 miliardi di euro nel 2014 a 64,3 miliardi nel 2023. L’Italia assorbe il 14% del totale, pari a circa 9 miliardi. Una proiezione demografica porterebbe per l’Umbria a circa 125 milioni di euro, ma il valore reale dipende da consumi, prezzi, mix terapeutico e organizzazione dell’assistenza. Nello stesso periodo, i costi indiretti legati soprattutto alla perdita di produttività sono scesi in Europa da 97 a 82 miliardi di euro.