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Mal di schiena e gonfiore: la postura non è la causa

Le ricerche mostrano un legame incerto e indicano quando rivolgersi a un medico

Avere contemporaneamente mal di schiena e pancia gonfia porta spesso a cercare una causa comune, individuata di frequente nel modo di stare seduti o in piedi. Le evidenze disponibili, però, non dimostrano che una postura scorretta provochi la combinazione dei due disturbi. Anche il sollievo ottenuto cambiando posizione non è sufficiente per stabilire che l’origine sia posturale.

Un’analisi di 41 revisioni scientifiche ha rilevato risultati discordanti sul rapporto tra postura della colonna e lombalgia. Le associazioni osservate non provano quindi che una specifica posizione causi il dolore. Per la lombalgia cronica primaria, cioè quella che dura da oltre tre mesi senza dipendere da una malattia identificata, l’Organizzazione Mondiale della Sanità indica programmi di esercizio inseriti in un percorso personalizzato. Non ci sono invece prove che correggere la postura risolva anche il gonfiore addominale.

Gonfiore e distensione non sono la stessa cosa

Il gonfiore addominale è una sensazione soggettiva di pienezza o pressione, mentre la distensione consiste in un aumento effettivo e misurabile della circonferenza della pancia. Nei disturbi funzionali l’intensità dei sintomi non coincide necessariamente con la quantità di gas presente nell’intestino.

In alcune persone può comparire una dissinergia addomino-frenica, cioè un’alterazione della coordinazione tra diaframma e parete addominale. Il diaframma si contrae e scende, mentre la parete dell’addome si rilassa, spingendo la pancia verso l’esterno. Si tratta di un riflesso interno documentato in gruppi selezionati di pazienti, diverso dal semplice stare curvi e privo di un nesso causale dimostrato con il dolore lombare. Tecniche come il biofeedback sono state studiate per correggerlo, ma la certezza delle prove è molto bassa.

Quando è necessario rivolgersi a un medico

Un gonfiore ricorrente o persistente merita una valutazione medica, soprattutto se associato a perdita di peso involontaria o sangue nelle feci. Tra le possibili cause ci sono stitichezza, intolleranze alimentari, celiachia e sindrome dell’intestino irritabile, che non spiegano automaticamente anche il mal di schiena.

Un gonfiore nuovo e persistente accompagnato da dolore addominale o dorsale, sazietà precoce o cambiamenti nelle abitudini urinarie non va attribuito alla postura. Nella maggior parte dei casi questi segnali dipendono da condizioni benigne, ma possono comparire anche nel tumore ovarico. Se sono insoliti e durano da almeno due settimane, è opportuno parlarne con il medico.

Serve una valutazione urgente in caso di gonfiore associato a febbre, vomito o impossibilità di evacuare e di emettere gas. È necessaria assistenza immediata se compare un dolore addominale molto intenso e improvviso oppure vomito con sangue.

Il mal di schiena o la sciatalgia accompagnati da difficoltà nuove nel controllare o svuotare vescica e intestino, perdita di sensibilità nella zona genitale e anale, debolezza o alterazioni della sensibilità a entrambe le gambe richiedono invece un accesso immediato in pronto soccorso. Questi sintomi possono indicare la sindrome della cauda equina, una rara compressione nervosa potenzialmente grave, e non bisogna aspettare che compaiano tutti insieme.