Marche

Sanità, ad Ancona interventi rinviati e liste più lunghe

Il blocco dei compensi aggiuntivi riduce le sedute chirurgiche e fa crescere i tempi per i pazienti marchigiani.

Sale operatorie a mezzo servizio, agende di prenotazione ferme e pazienti costretti a rimandare interventi importanti. È questo l’effetto dello stop ai compensi per le prestazioni aggiuntive che, negli ospedali delle Marche, sta riducendo la capacità di garantire attività chirurgica e copertura dei turni. La situazione riguarda in particolare l’ospedale di Torrette ad Ancona, dove il personale sanitario si trova a gestire anche le proteste degli utenti per decisioni assunte a livello direzionale e regionale.

Ridotte le sedute operatorie

La causa è l’esaurimento delle risorse destinate alle ore extra di medici e operatori sanitari. A partire da settembre, la direzione generale e la Regione Marche hanno interrotto il pagamento delle prestazioni aggiuntive che, fino ad agosto, avevano contribuito a sostenere i turni e l’attività delle sale operatorie. Il problema riguarda soprattutto gli anestesisti: senza il loro supporto straordinario, nel mese di ottobre è prevista una riduzione del 20% delle sedute.

A risentirne sono le specialità chirurgiche non urgenti e quelle non collegate a patologie oncologiche o salvavita. Nell’Oculistica, secondo quanto riportato, non è stato possibile programmare 50 interventi in un solo mese. Criticità vengono segnalate anche per Dermatologia e Pneumologia interventistica. In altri presidi ospedalieri della provincia si registra inoltre il blocco degli acquisti di protesi e presidi medico-chirurgici ritenuti necessari per l’attività assistenziale.

Tempi più lunghi per i pazienti

Le conseguenze ricadono direttamente sulle liste d’attesa. Per un intervento di cataratta, il tempo necessario è passato da circa un anno a quasi due anni. La difficoltà appare ancora più rilevante perché, mentre da un lato vengono potenziate visite ed esami diagnostici per ridurre le attese, dall’altro si crea un rallentamento nelle sedute chirurgiche, con il rischio di allungare ulteriormente i tempi complessivi.

Il ricorso al privato non rappresenta una soluzione accessibile per tutti: una visita specialistica può costare mediamente tra 100 e 200 euro, mentre un intervento chirurgico può arrivare a diverse migliaia di euro. Nel caso dell’Aoum, il limite nazionale per le prestazioni aggiuntive è indicato in 3,4 milioni di euro l’anno; la spesa ha raggiunto 6,1 milioni nel 2024 e 4,4 milioni nel 2025. La misura di contenimento dovrebbe restare in vigore fino alla fine dell’anno, mentre negli ospedali marchigiani restano le difficoltà organizzative e per i pazienti si allungano i tempi di accesso alle cure.