Intervenendo al forum Coldiretti, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha sottolineato il ruolo dell’alimentazione nella prevenzione delle malattie e nella sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. Secondo i dati dell’ultimo rapporto Censis citati dal ministro, il 90% degli italiani considera la dieta mediterranea uno strumento efficace per proteggere la salute.
Per Schillaci, promuovere abitudini alimentari corrette è una responsabilità condivisa, che deve coinvolgere famiglie, scuole, istituzioni, professionisti sanitari e mondo produttivo. Il ministro ha ricordato anche la creazione di una direzione generale del Ministero dedicata alla promozione dei corretti stili di vita e l’impegno per garantire la sicurezza degli alimenti.
Nel corso dell’intervento è stato richiamato anche il tema degli alimenti ultraprocessati, al centro di un crescente interesse scientifico e istituzionale. Schillaci ha inoltre ricordato che l’Italia è stata il primo Paese ad approvare una legge per la prevenzione e la cura dell’obesità. Le iniziative rientrano nel Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, elaborato secondo l’approccio One Health.
Il legame tra alimentazione e malattie croniche
La dieta incide soprattutto sul rischio di malattie croniche non trasmissibili, tra cui patologie cardiovascolari, diabete di tipo 2, alcuni tumori e obesità. Si tratta di condizioni che possono svilupparsi nell’arco di molti anni e che dipendono dall’interazione tra predisposizione genetica, ambiente e comportamenti quotidiani. Per questo la prevenzione primaria viene considerata anche un elemento di sostenibilità economica per il sistema sanitario.
L’alimentazione è uno dei fattori modificabili insieme all’attività fisica, al consumo di tabacco e alcol e alla qualità del sonno. Nessun singolo elemento determina da solo il rischio individuale, ma la loro combinazione rappresenta un fattore rilevante per la salute della popolazione.
Dieta mediterranea e prodotti ultraprocessati
La dieta mediterranea è un modello alimentare basato soprattutto su verdura, frutta, legumi, cereali poco raffinati e frutta secca. Prevede l’uso dell’olio extravergine d’oliva come principale fonte di grassi, il consumo regolare di pesce e una presenza contenuta di carni rosse e lavorate e di zuccheri aggiunti. La sua associazione con un minore rischio cardiovascolare e metabolico è stata documentata da numerosi studi, anche se gran parte delle evidenze è di tipo osservazionale.
Chi segue un’alimentazione più equilibrata tende infatti ad adottare anche altri comportamenti salutari, rendendo complesso isolare l’effetto della sola dieta. Inoltre, le abitudini alimentari attuali nei Paesi mediterranei si discostano spesso dal modello tradizionale.
Gli ultraprocessati sono prodotti industriali formulati con ingredienti raffinati e additivi, spesso caratterizzati da elevate quantità di zuccheri, grassi e sale e da un ridotto contenuto di fibre. Il loro consumo frequente è stato associato in diverse ricerche a obesità, diabete e malattie cardiovascolari. Restano però aperti alcuni aspetti del dibattito scientifico, dalla definizione della categoria ai meccanismi attraverso cui questi prodotti potrebbero influire sulla salute.
L’obesità è oggi considerata una malattia cronica multifattoriale, influenzata anche da condizioni socioeconomiche, ambiente urbano, disponibilità e prezzo degli alimenti e regolazione dell’appetito. L’approccio One Health considera infine interdipendenti salute umana, animale e ambientale, includendo sicurezza alimentare, uso degli antimicrobici negli allevamenti e qualità di suoli e acque. La sua efficacia dipende dal coordinamento tra i diversi settori coinvolti.