Savona (SV)

San Paolo, tre primariati restano a rischio dopo la riorganizzazione

La protesta del Comitato prosegue: confermato il presidio di domenica 18 in piazza Pertini

La riorganizzazione di Ats Liguria modifica l’assetto dei servizi dell’ospedale San Paolo di Savona, ma non cancella le preoccupazioni del territorio. I nuovi organigrammi allegati alla delibera sul Piano di organizzazione aziendale e funzionamento dell’azienda prevedono infatti il mantenimento di alcune strutture autonome, mentre altre restano interessate da accorpamenti tra Area 1 e Area 2.

Tra le strutture complesse che non vengono sottratte al riassetto figurano Medicina trasfusionale Ponente Area 1-2, Laboratorio di Patologia clinica Area 1-2 e Fisica sanitaria Area 1-2. Il loro assetto resta dunque condiviso tra le due aree. Nell’organigramma del Dipartimento dei Servizi compaiono inoltre Radiologia interventistica Area 1-2 e Neuroradiologia Area 1-2.

Le modifiche al piano

La delibera, firmata dal direttore generale Marco Damonte Prioli, è stata riadottata e riapprovata dopo le osservazioni presentate dalle organizzazioni sindacali e il confronto pubblico sviluppatosi nelle ultime settimane. Sul piano precedente, approvato nella versione del 30 settembre, si erano concentrate manifestazioni e contestazioni da parte del territorio, con il coinvolgimento anche di numerosi ex primari.

Nel documento, Ats spiega di avere riesaminato alcune scelte organizzative alla luce delle esigenze assistenziali e del funzionamento aziendale. Da questo riesame deriva la modifica di alcuni allegati, tra cui quello relativo agli organigrammi. Per l’Area 2 vengono così mantenute come strutture autonome Anatomia patologica, Radioterapia e Malattie infettive, che nella precedente elaborazione del piano avrebbero avuto un primario condiviso con il Ponente.

La mobilitazione del comitato

Il risultato non è considerato sufficiente dal Comitato Civico Ospedale San Paolo – Articolo 32, costituito di recente. L’organismo ha confermato la manifestazione in programma domenica 18 alle 10 in piazza Pertini, ribadendo che la mobilitazione proseguirà anche dopo la revisione di alcuni primariati.

Secondo il Comitato, non è possibile concentrarsi soltanto sulle strutture che sono state mantenute senza affrontare i nodi ancora aperti. Tra le richieste indicate figurano la tutela del 118, la difesa del Laboratorio Analisi e del Centro Trasfusionale, la salvaguardia dei servizi del San Paolo e il potenziamento della sanità territoriale.

L’elenco comprende inoltre la riduzione delle liste d’attesa e l’adozione di decisioni condivise con il territorio, i professionisti e gli organismi competenti. Il Comitato sostiene che la revisione del piano dimostri quanto la partecipazione possa incidere sulle scelte organizzative, ma invita a non considerare conclusa la vertenza.

L’appello è rivolto a cittadini, associazioni e altri comitati. La richiesta, viene sottolineato, non riguarda privilegi per Savona, ma la possibilità per l’ospedale di continuare a garantire servizi essenziali e cure adeguate alla popolazione, insieme a una rete sanitaria accessibile e in grado di rispondere alle esigenze del territorio.