Non esiste un orario migliore dimostrato per assumere il magnesio. Le ricerche disponibili non hanno confrontato direttamente l’assunzione al mattino con quella alla sera e hanno utilizzato schemi diversi. Per questo non è possibile sostenere che il momento serale renda l’integratore più efficace.
Prenderlo prima di coricarsi può essere una scelta pratica, soprattutto se aiuta a ricordare l’assunzione e coincide con l’obiettivo di favorire il riposo. Non significa, però, che il magnesio potenzi il sonno in base all’orario. Alcuni studi hanno previsto l’assunzione da 30 minuti a circa due ore prima di dormire, mentre altri hanno distribuito le dosi tra mattino e sera o in più momenti della giornata.
Le prove sul magnesio contro l’insonnia restano insufficienti. Piccole ricerche condotte negli anziani suggeriscono una possibile riduzione del tempo necessario per addormentarsi, ma presentano limiti importanti e non mostrano un aumento significativo della durata complessiva del sonno. Il magnesio, quindi, non è un trattamento consolidato per l’insonnia cronica. Se il disturbo persiste o interferisce con le attività diurne, è necessaria una valutazione. La CBT-I, cioè la terapia cognitivo-comportamentale specifica, è considerata il trattamento di prima scelta.
Dosi e modalità di assunzione
Concentrare una quantità elevata in un’unica assunzione tende a ridurre la percentuale assorbita rispetto alla distribuzione della stessa dose in quantità più piccole. La quantità assoluta assorbita può comunque aumentare: a diminuire è soprattutto la frazione. Questo dato riguarda la biodisponibilità e non dimostra che dividere la dose migliori il sonno o altri risultati clinici.
La suddivisione può essere valutata quando il dosaggio è elevato o provoca disturbi gastrointestinali, sempre rispettando l’etichetta o la prescrizione. Non esiste invece una regola universale sull’assunzione a digiuno o durante i pasti. L’effetto del cibo dipende dalla formulazione e consumare il prodotto durante un pasto può risultare più tollerabile per alcune persone, senza però renderlo necessariamente più efficace.
Attenzione alle interazioni
La tempistica più importante riguarda la distanza da alcuni medicinali. L’assunzione contemporanea con determinati antibiotici, in particolare tetracicline e fluorochinoloni, può ridurre l’assorbimento del farmaco. In genere viene indicato di assumere l’antibiotico almeno due ore prima oppure quattro-sei ore dopo il supplemento. Anche i bisfosfonati orali devono essere distanziati di almeno due ore.
Il magnesio può inoltre ridurre l’assorbimento dell’ormone tiroideo. Chi assume levotiroxina dovrebbe seguire l’intervallo indicato dal medico o riportato nel foglietto illustrativo, senza modificare autonomamente l’orario delle terapie.
Le diverse formulazioni differiscono per assorbimento, ma una biodisponibilità maggiore non dimostra automaticamente una migliore efficacia contro l’insonnia. Non ci sono prove robuste che bisglicinato, citrato o altre forme siano clinicamente superiori. Dosi elevate possono causare diarrea, nausea e crampi addominali, mentre il rischio di tossicità aumenta in presenza di insufficienza renale. Prima dell’uso è opportuno consultare medico o farmacista in caso di malattia renale, gravidanza o terapie continuative, soprattutto con levotiroxina, antibiotici, bisfosfonati o diuretici.