L’ipertensione può iniziare già durante l’infanzia, spesso senza sintomi evidenti. Studi italiani e internazionali indicano che interessa circa il 4-5% della popolazione pediatrica, una quota che può salire fino al 20-25% tra i bambini con obesità. Il dato si inserisce in un quadro caratterizzato dalla diffusione del sovrappeso: oggi circa un bambino su tre presenta un eccesso di peso o obesità.
Tra i principali fattori di rischio ci sono sovrappeso, sedentarietà e abitudini alimentari non corrette. Secondo Bertrand Tchana, responsabile della Cardiologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, l’ipertensione dell’adulto comincia spesso in età pediatrica. Per questo, ha spiegato, è necessario intervenire presto promuovendo alimentazione equilibrata, attività fisica e stili di vita salutari. Un’azione che, nelle sue parole, deve coinvolgere specialisti, pediatri, medici dello sport, famiglie, scuola e territorio.
Il ruolo dei controlli
Un’occasione per individuare eventuali condizioni silenziose può essere rappresentata dalla visita medico-sportiva. Il controllo per l’idoneità alla pratica sportiva, ha osservato Tchana, può far emergere problemi che altrimenti rischierebbero di rimanere non riconosciuti a lungo. L’attenzione alla prevenzione cardiovascolare in età pediatrica riguarda inoltre le malformazioni cardiache congenite, che interessano circa l’1-2% dei nati e sono le più frequenti dopo quelle osteo-articolari.
Accanto alle patologie congenite, gli specialisti considerano con crescente attenzione i fattori di rischio collegati alle disfunzioni metaboliche e all’eccesso di peso. Se non viene riconosciuta e trattata, l’ipertensione può provocare nel tempo danni agli organi bersaglio, tra cui cervello, occhi e cuore. Da qui l’importanza di non sottovalutare valori pressori elevati nei bambini e negli adolescenti e di intervenire prima che il rischio cardiovascolare si consolidi.
Il confronto tra gli specialisti
Di questi temi si parlerà sabato 12 settembre nell’Aula congressi dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, durante il convegno dedicato all’ipertensione arteriosa e alla prevenzione cardiovascolare in età pediatrica. L’appuntamento rientra nel sesto congresso nazionale del GSIPeRC, il Gruppo di studio di ipertensione arteriosa e rischio cardiovascolare della Società italiana di pediatria.
Al centro dei lavori saranno le più recenti evidenze scientifiche sui fattori di rischio cardiovascolare in età evolutiva, le strategie di screening in ambito ambulatoriale e i percorsi terapeutici integrati. Parteciperanno specialisti dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e del territorio, esperti provenienti da diverse realtà italiane, rappresentanti del mondo accademico e della comunità scientifica.
Per Tchana, il congresso sarà un momento di confronto per condividere esperienze e conoscenze, migliorare la capacità di riconoscere precocemente i bambini a rischio e costruire percorsi di cura più efficaci. Il medico ha inoltre ricordato il significato professionale del GSIPeRC, nato da un’idea e dall’esperienza del professor Raffaele Virdis, suo maestro nello studio dell’ipertensione pediatrica.