Con l’autunno torna la campagna contro l’influenza, con l’obiettivo di proteggere soprattutto le persone più esposte alle complicazioni: anziani, bambini e cittadini con patologie croniche. La vaccinazione non è obbligatoria, ma viene raccomandata alle categorie considerate più vulnerabili. In Europa, ogni anno, l’influenza può causare tra 4 e 50 milioni di casi sintomatici, coinvolgendo dal 10% al 30% della popolazione e provocando centinaia di migliaia di ricoveri.
La somministrazione è consigliata alle persone con più di 60 anni, alle donne in gravidanza e nel periodo post partum, ai ricoverati in lungodegenza e a chi convive con malattie croniche, tra cui diabete, patologie cardiache e respiratorie o disturbi del sistema immunitario. La raccomandazione riguarda anche il personale sanitario e socio-sanitario, le forze di polizia, i vigili del fuoco, gli allevatori e chi lavora a contatto con animali. Sono inclusi inoltre i donatori di sangue e i bambini non a rischio tra i 6 mesi e i 6 anni.
Costi e punti di somministrazione
La vaccinazione è gratuita attraverso il Servizio sanitario nazionale per gli over 60, i bambini dai 6 mesi ai 6 anni, le donne in gravidanza e post partum, le persone con malattie croniche, gli operatori sanitari e i caregiver. In alcune regioni, tra cui Lombardia e Alto Adige, la gratuità è stata estesa ad altre fasce d’età. Chi acquista il vaccino in farmacia senza esenzione deve sostenere una spesa compresa tra 19 e 40 euro per il prodotto, con ricetta medica, a cui si aggiungono 6,16 euro se la somministrazione viene effettuata dal farmacista. Nelle strutture private il costo complessivo varia mediamente tra 25 e 50 euro.
Il vaccino può essere richiesto ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e nelle farmacie di comunità. Altri punti di erogazione sono i centri vaccinali delle Aziende sanitarie locali, le aziende ospedaliere, i policlinici, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, le Rsa e le strutture per la lungodegenza sotto la supervisione delle Asl.
Le novità della campagna 2026
Tra le novità indicate per questa stagione ci sono i vaccini potenziati, pensati per favorire una risposta immunitaria più efficace e raccomandati anche alle persone tra i 60 e i 64 anni. Per i bambini è previsto inoltre lo spray nasale come alternativa alla puntura.
Il calendario varia da regione a regione. Il 12 ottobre le vaccinazioni per tutta la popolazione sono iniziate in Emilia-Romagna, Sicilia, Calabria e Campania; successivamente è toccato a Piemonte e Friuli-Venezia Giulia. In Lombardia la prima fase, rivolta alle categorie più esposte, è partita il 1° ottobre, mentre l’accesso è stato poi esteso a tutti. L’Umbria ha avviato la campagna il 5 ottobre e la Toscana il 21 ottobre. Nel Lazio è in corso, mentre in Liguria le prime somministrazioni sono iniziate il 28 settembre per i bambini dai due anni, con successive estensioni agli over 60, alle persone a rischio e ai bambini dai 6 mesi.
Le immunizzazioni generali devono ancora partire in alcuni territori: la data indicata è il 15 novembre. Il Ministero della Salute raccomanda comunque di avviare le campagne dall’inizio di ottobre e di offrire la vaccinazione durante tutta la stagione influenzale, anche a chi si presenta in ritardo o ha già avuto episodi simil-influenzali.
I vaccini antinfluenzali hanno un profilo di sicurezza consolidato. L’Agenzia Italiana del Farmaco, attraverso la Rete nazionale di farmacovigilanza e con il supporto dei centri regionali, raccoglie e analizza le segnalazioni di sospette reazioni avverse. I dati vengono condivisi con l’Agenzia europea dei medicinali. Per limitare la diffusione dell’influenza restano importanti anche il lavaggio frequente delle mani, la copertura di bocca e naso durante tosse e starnuti e il ricambio d’aria negli ambienti chiusi.