Con la menopausa il calo degli estrogeni accelera il normale ricambio del tessuto osseo e può favorire una riduzione della massa. Questo, però, non significa automaticamente avere l’osteoporosi né essere destinati a una frattura. Il dato più importante è il rischio individuale di frattura, che dipende dalla densità ossea, dall’età, da eventuali fratture già avvenute e da altri fattori clinici.
Per questo la menopausa, da sola, non rende necessaria una densitometria immediata. Le raccomandazioni della USPSTF indicano lo screening per tutte le donne dai 65 anni e, prima di quell’età, per le donne in postmenopausa il cui rischio risulti aumentato dopo una valutazione clinica. Tra gli elementi considerati ci sono peso corporeo basso, frattura dell’anca in un genitore, fumo e consumo eccessivo di alcol. Queste sono indicazioni statunitensi e non coincidono necessariamente con i criteri italiani di prescrizione o rimborso.
Che cosa misura la densitometria
La densitometria DXA misura la densità minerale ossea soprattutto all’anca e alla colonna lombare. Nelle donne in postmenopausa, un T-score pari o inferiore a −2,5 indica un’osteoporosi densitometrica. Il valore, tuttavia, descrive soltanto una parte del quadro: a parità di densità, età e precedenti fratture possono modificare in modo significativo la probabilità di rompersi un osso.
La valutazione può quindi integrare il risultato della DXA con i dati clinici e con strumenti come il calcolatore FRAX. Non esiste una cadenza valida per tutte per ripetere l’esame durante lo screening; il monitoraggio di chi segue una terapia risponde invece a criteri diversi. Gli esami del sangue, come emocromo, valutazione della funzione renale, calcio e vitamina D, vengono generalmente considerati quando l’osteoporosi è già diagnosticata o dopo una frattura da fragilità, per cercare eventuali cause sottostanti.
Negli adulti generalmente sani non si raccomanda il dosaggio di routine della vitamina D. La scelta di eseguire accertamenti deve quindi essere collegata al profilo clinico e non trasformarsi in un pacchetto di controlli uguale per tutte.
Quando chiedere una valutazione
È opportuno parlarne tempestivamente con il medico in presenza di un dolore dorsale o lombare comparso all’improvviso, soprattutto se sono presenti altri fattori di rischio, di una perdita di statura di almeno 4 centimetri, di una cifosi accentuata, di un uso prolungato di glucocorticoidi o di una frattura causata da un trauma minimo. Questi segnali possono richiedere accertamenti per una possibile frattura vertebrale, ma non costituiscono da soli una diagnosi.
Le abitudini quotidiane contribuiscono alla salute dello scheletro. Gli esercizi con carico e il rinforzo muscolare possono aiutare a mantenere la densità ossea, mentre gli allenamenti per equilibrio e mobilità, soprattutto nelle persone anziane a rischio, riducono le cadute di circa il 15% in termini relativi. Gli studi non hanno però dimostrato che la diminuzione delle cadute si traduca automaticamente in una riduzione delle fratture. L’attività va quindi adattata alle condizioni individuali.
Per il calcio è preferibile controllare prima l’apporto alimentare e ricorrere agli integratori quando risulta insufficiente. Non ci sono prove che aumentarlo oltre una quantità adeguata prevenga le fratture. Una revisione di 69 studi, con oltre 150.000 partecipanti, ha rilevato che la sola vitamina D non riduceva la frequenza delle fratture; il beneficio del solo calcio è risultato incerto. La combinazione ha mostrato una piccola riduzione relativa, considerata poco rilevante in termini assoluti.
Questi dati non riguardano la correzione di una carenza accertata né il supporto alle cure. Quando il rischio è elevato, soprattutto dopo una frattura da fragilità, integratori e abitudini sane non sostituiscono la terapia. I farmaci per l’osteoporosi possono ridurre le fratture e la scelta va valutata in base a rischio, controindicazioni e preferenze. Anche la terapia ormonale può offrire protezione, ma richiede un bilancio individuale tra benefici e rischi e non è indicata come prevenzione per tutte.