Il Ministero della Salute ha disposto il divieto di commercializzazione, il ritiro e il richiamo del Dynamic Tattoo Ink Grey, un pigmento per tatuaggi del marchio Dynamic Platinum. Alcuni controlli hanno rilevato una concentrazione di piombo superiore ai limiti previsti dalla normativa europea. L’allerta, pubblicata il 24 settembre, classifica il rischio come chimico e potenzialmente grave.
Il prodotto è confezionato in flaconi da 30 millilitri, appartiene al lotto 111224-DP ed è realizzato dalla società spagnola Maimi Paint S.L. Secondo le autorità, il pigmento potrebbe essere stato distribuito anche online. Al momento non risultano incidenti o effetti avversi collegati al suo utilizzo. Il caso riporta però l’attenzione sulla sicurezza delle sostanze iniettate nella pelle.
Dal 2022 il regolamento europeo REACH impone restrizioni specifiche a numerosi composti chimici presenti negli inchiostri per tatuaggi e nel trucco permanente, tra cui il piombo. I richiami consentono di individuare e rimuovere dal mercato i prodotti non conformi. Secondo Lamberto Zocchi, specialista in Dermatologia presso Humanitas Medical Care Lingotto di Torino, l’esistenza di questi controlli rappresenta una garanzia, pur senza azzerare ogni rischio.
Infezioni e reazioni allergiche
Le criticità maggiori si osservano soprattutto quando il tatuaggio viene eseguito in modo amatoriale o durante viaggi all’estero, senza informazioni certe sulla provenienza dei pigmenti e sulle condizioni igieniche. Le infezioni compaiono in genere nei primi giorni e possono provocare rossore, gonfiore, secrezioni, febbre e malessere. Tra le cause ci sono procedure non corrette, strumenti non adeguatamente sterili e una gestione inappropriata della guarigione.
Anche gli inchiostri possono essere contaminati. Uno studio coordinato da ricercatori della Food and Drug Administration, pubblicato su Applied and Environmental Microbiology, ha individuato batteri in circa il 35% di 75 pigmenti per tatuaggi e trucco permanente analizzati, compresi alcuni prodotti venduti come sterili. Un’altra complicanza sono le reazioni allergiche, più frequenti con i pigmenti rossi ma possibili anche con altri colori. Possono comparire a distanza di mesi o anni, con edema, arrossamento, prurito e bruciore. Una volta depositato nel derma, il pigmento è difficile da rimuovere completamente e, nei casi più ostinati, possono servire trattamenti specialistici e un monitoraggio prolungato.
Chi soffre di psoriasi, vitiligine o lichen dovrebbe valutare con particolare attenzione la scelta. Il trauma ripetuto degli aghi può infatti provocare il fenomeno di Koebner, cioè la comparsa o la riattivazione della malattia nella zona sottoposta a trauma. Prima di procedere è quindi importante considerare la propria storia clinica, eventuali allergie e patologie dermatologiche. In presenza di possibili controindicazioni può essere opportuno consultare un dermatologo.
Tumori e controlli della pelle
Le evidenze scientifiche disponibili non consentono di affermare che gli inchiostri aumentino il rischio di melanoma o di altri tumori cutanei. Uno studio pubblicato nel 2024 su eClinicalMedicine, condotto su oltre 11.000 persone dall’Università di Lund, ha osservato tra i soggetti tatuati un rischio di linfoma leggermente più elevato. Gli stessi ricercatori hanno però precisato che il risultato non dimostra un rapporto di causa-effetto e necessita di ulteriori conferme.
Il problema principale riguarda soprattutto la possibilità che i pigmenti rendano più difficile riconoscere tempestivamente eventuali lesioni sospette. È importante non tatuare sui nei e mantenere una distanza dalle lesioni pigmentate già presenti, ricordando però che il melanoma può comparire anche su pelle precedentemente normale. La raccomandazione è scegliere professionisti qualificati, usare prodotti conformi e prestare attenzione a ogni cambiamento: la diagnosi precoce resta essenziale per individuare i tumori cutanei.