Lombardia

In Lombardia lo screening prostatico sale fino ai 69 anni

Da novembre 2026 l’ATS della Montagna allargherà il programma, finora rivolto alla fascia 50-64.

Il tumore alla prostata è la neoplasia più diffusa tra gli uomini in Lombardia e rappresenta la terza causa di morte per tumore. In Italia si stimano circa 40 mila nuove diagnosi ogni anno. In questo contesto, l’ATS della Montagna ha attivato nel 2024 un programma dedicato alla valutazione precoce della salute prostatica.

Come funziona il programma

Il percorso prevede un prelievo di sangue per misurare il PSA, l’antigene prostatico specifico. Il valore può contribuire alla valutazione della prostata e a individuare eventuali situazioni che richiedano ulteriori approfondimenti clinici.

Al momento il programma è rivolto agli uomini tra i 50 e i 64 anni. Da novembre 2026 la fascia coinvolta sarà ampliata fino ai 69 anni, estendendo così il numero di persone che potranno accedere all’iniziativa promossa dall’ATS della Montagna.

Il ruolo della prevenzione

Nelle fasi iniziali il tumore alla prostata può non provocare sintomi. Per questo, informazione e valutazione precoce possono aiutare a intercettare condizioni che meritano un esame più approfondito. L’adesione a un percorso di prevenzione non sostituisce comunque il rapporto con il medico.

Il test del PSA, infatti, non consente da solo di diagnosticare un tumore. In caso di risultato alterato, spetta al medico interpretare il dato e indicare, quando necessario, gli accertamenti più appropriati. Il valore del test deve quindi essere considerato all’interno della valutazione complessiva della persona.

L’ampliamento del programma si inserisce nelle attività di sensibilizzazione di Ottobre in Rosa, il mese dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce dei tumori. L’ATS della Montagna richiama l’attenzione sulla salute maschile e invita gli interessati a rivolgersi ai servizi sanitari per ricevere informazioni sulle modalità di accesso allo screening.