Grazie al sostegno della Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, due dottorandi dell’Università di Siena stanno approfondendo a Londra strategie per rendere più mirate ed efficaci le terapie oncologiche. Il percorso si inserisce nelle attività di ricerca del Dipartimento di Biotecnologie, Chimica e Farmacia.
Maria Ruggirello e Leonardo Lucchesi, iscritti al dottorato in Chemical and Pharmaceutical Sciences, sono beneficiari delle Short-term Fellowship 2026 finanziate da AIRC. Ciascuna borsa ha un valore di 4.500 euro e sostiene un periodo di ricerca presso il laboratorio del professor Jamie Baker all’University College London, gruppo specializzato nello sviluppo di strategie per la coniugazione sito-specifica.
La ricerca sui coniugati anticorpo-farmaco
Ruggirello ha svolto il soggiorno da febbraio a luglio 2026, mentre la mobilità di Lucchesi è iniziata a ottobre dello stesso anno. Il finanziamento consente ai due studiosi di affiancare alle attività svolte a Siena competenze e metodologie complementari, rafforzando il percorso di ricerca sotto la supervisione della professoressa Elena Petricci.
Al centro del progetto ci sono gli Antibody Drug Conjugates, o coniugati anticorpo-farmaco, medicinali che associano un anticorpo monoclonale a un farmaco citotossico. L’anticorpo riconosce bersagli specifici presenti sulle cellule tumorali e può indirizzare verso di esse il principio attivo, con l’obiettivo di limitare l’esposizione dei tessuti sani.
Uno degli aspetti ancora da migliorare riguarda il collegamento tra farmaco e anticorpo. Quando la coniugazione non è sufficientemente controllata, possono formarsi molecole differenti per numero e posizione dei farmaci legati. Questa eterogeneità può rendere più complessa la caratterizzazione, la riproducibilità della produzione e la definizione delle proprietà del prodotto finale.
Il ruolo della coniugazione sito-specifica
La ricerca dei due dottorandi affronta questo problema attraverso lo studio di strategie di coniugazione sito-specifica, progettate per legare il farmaco in punti definiti dell’anticorpo. Secondo la professoressa Petricci, l’obiettivo è ottenere bioconiugati più omogenei e più facilmente caratterizzabili, contribuendo allo sviluppo di ADC con proprietà meglio controllate.
Le conoscenze acquisite nel laboratorio londinese potranno essere trasferite all’Università di Siena e integrate nelle attività di dottorato. Il lavoro punta così ad ampliare le competenze del gruppo di ricerca e a sviluppare metodologie più precise per la preparazione e lo studio dei coniugati anticorpo-farmaco.