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Da Piacenza l’appello per la tassa sulle bevande zuccherate

Damiano Iulio cita Berlino: dal 2027 aliquote fino a 32 centesimi al litro e risorse destinate alle cure

Damiano Iulio, attivista per i diritti delle persone con diabete, interviene sul tema della tassazione delle bevande zuccherate e chiede alla politica italiana di non rinviare ulteriormente l’introduzione della misura. Nel suo intervento richiama la decisione della Germania, che prevede l’avvio della sugar tax dal 2027.

Secondo quanto riportato da Iulio, il modello tedesco stabilisce aliquote fino a 32 centesimi al litro, con l’obiettivo di ottenere un gettito vicino a un miliardo di euro l’anno. Le risorse, nella ricostruzione dell’attivista, dovrebbero essere reinvestite nella sanità pubblica. La scelta viene attribuita all’indirizzo politico della SPD e indicata come un esempio di prevenzione e programmazione.

Il confronto con l’Italia

Nel nostro Paese, osserva Iulio, l’applicazione della tassa sulle bevande zuccherate è stata più volte rinviata. L’attivista interpreta questi rinvii come il risultato dell’influenza dell’industria delle bevande e di valutazioni politiche legate al consenso nel breve periodo. Il giudizio espresso è fortemente critico e chiede di mettere al centro il diritto alla salute.

L’intervento collega la discussione fiscale alla diffusione dell’obesità infantile e del diabete di tipo 2, definiti una pandemia silenziosa. Le conseguenze, sostiene Iulio, incidono sui bilanci della sanità regionale e sulle famiglie, comprese quelle del territorio piacentino. La tassazione degli zuccheri in eccesso viene quindi presentata come uno strumento di prevenzione primaria, oltre che come un incentivo per le aziende a ridurre il contenuto di zuccheri nelle proprie bevande.

Il richiamo alla Corte costituzionale

Nel suo appello, Iulio richiama anche la Corte costituzionale, sostenendo che l’utilizzo della leva fiscale per tutelare la salute e finanziare il sistema sanitario sia legittimo. Da questa premessa deriva la richiesta di superare le contrapposizioni politiche e di valutare la misura sulla base dei possibili effetti sanitari e finanziari.

La conclusione dell’intervento è rivolta sia alla politica nazionale sia al territorio di Piacenza. Secondo l’attivista, dalla città dovrebbe arrivare una posizione chiara a sostegno della tutela della salute pubblica e della tenuta del Servizio sanitario nazionale, senza subordinare queste priorità agli interessi delle lobby o a obiettivi di consenso immediato.