Nicla Ozenda, cantante dei Fortuna Five, la band de La Ruota della Fortuna, dovrà allontanarsi temporaneamente dalle scene a causa di una cisti alle corde vocali. L’annuncio è arrivato durante la trasmissione condotta da Gerry Scotti, suscitando la commozione del pubblico e dello stesso presentatore. Per la cantante si prospettano un intervento chirurgico e un periodo di riposo di diversi mesi.
Ozenda aveva già raccontato di aver affrontato, all’inizio del 2026, un’emorragia a una corda vocale. Un trauma di questo tipo può favorire processi infiammatori e contribuire alla comparsa di ulteriori problemi della fonazione. La cisti cordale è una lesione benigna, in genere unilaterale, che si sviluppa nella mucosa della corda vocale, nello spazio di Reinke.
Che cos’è e quali sintomi provoca
La lesione si presenta come una piccola sacca chiusa, contenente liquido o materiale mucoso. La sua presenza altera la struttura della corda vocale e ne riduce la capacità di vibrare in modo libero e simmetrico rispetto a quella opposta. Si distinguono soprattutto la cisti da ritenzione di muco, dovuta all’ostruzione del dotto di una ghiandola mucosa, e la cisti epidermoide, legata all’inclusione di tessuto epiteliale sotto la superficie della mucosa.
In alcuni casi l’origine può essere congenita e la lesione può restare asintomatica per anni. Tra i fattori di rischio rientrano però anche i microtraumi vocali acuti o cronici, l’uso intenso o scorretto della voce, il canto senza adeguato riscaldamento, le urla e il parlare in ambienti rumorosi. Possono contribuire inoltre precedenti traumi vascolari, il reflusso gastroesofageo o faringolaringeo, il fumo e altri agenti irritanti.
La cisti può impedire la completa chiusura delle corde vocali durante la fonazione, provocando una fuga d’aria e modificando la rigidità dei tessuti. I sintomi comprendono raucedine persistente, voce velata, difficoltà a raggiungere le note acute, perdita di controllo dei registri e affaticamento muscolare al collo. Può comparire anche la diplofonia, cioè la produzione simultanea di due toni differenti.
Intervento e tempi di recupero
A differenza dei noduli, che in alcuni casi possono migliorare con la terapia logopedica, la cisti non tende a scomparire spontaneamente. Il trattamento principale è la fonochirurgia mininvasiva, eseguita in anestesia generale per via transorale, attraverso la bocca, con l’impiego di un microscopio chirurgico e di microstrumenti o laser. L’obiettivo è rimuovere la sacca rispettando gli strati profondi della corda vocale e limitando il rischio di cicatrici.
Dopo l’intervento è necessario un periodo di riposo rigoroso. Nei primi 3-7 giorni è previsto il silenzio totale: non bisogna parlare, sussurrare o raschiare la gola. Tra la seconda e la terza settimana la voce viene recuperata gradualmente con la guida di un logopedista. Per un cantante professionista, il ritorno al canto a pieno regime richiede in genere 2-4 mesi e deve avvenire in modo progressivo, con controlli videostroboscopici.
Secondo Diego Barbieri, otorinolaringoiatra dell’ospedale San Raffaele di Milano, la logopedia è importante sia prima sia dopo l’operazione. Può ridurre lo sforzo fonatorio, correggere comportamenti vocali sfavorevoli e favorire il recupero di una fonazione più efficiente. Il percorso, precisa l’esperto, deve essere personalizzato in base al tipo di lesione, alla qualità della voce e alle esigenze professionali del paziente.