Piemonte

Nuovo Cup del Piemonte, la gara resta bloccata dai ricorsi

Dopo oltre due anni l’avvio del servizio non ha ancora una prospettiva certa

Il Centro unico prenotazioni del Piemonte continua a funzionare tra disservizi e difficoltà di accesso, mentre il progetto per sostituire l’attuale sistema resta fermo. Ieri mattina chi ha provato a collegarsi al Cup attraverso l’applicazione per smartphone si è trovato davanti al messaggio Errore di connessione ai servizi, codice N01, senza ulteriori indicazioni operative o un invito a riprovare.

Il problema dell’applicazione si inserisce in una situazione più ampia. L’attuale servizio, secondo quanto emerso in Consiglio regionale, risentirebbe dei picchi di traffico e delle differenze tra i vari canali utilizzati dagli utenti. Il nuovo Cup dovrebbe invece disporre di un software potenziato, pensato per migliorare la presa in carico dei cittadini e la gestione delle prenotazioni sanitarie. A oltre due anni dai primi annunci, però, il sistema non è ancora entrato in funzione.

La gara al centro del contenzioso

Lo scorso agosto la Regione aveva ottenuto dal Consiglio di Stato l’autorizzazione a procedere con l’aggiudicazione della gara per il software, considerato il cuore del nuovo servizio. La procedura era stata inizialmente annullata dopo il ricorso presentato al Tar Piemonte dal secondo classificato, che aveva contestato la congruità dell’offerta risultata vincitrice. Il ricorrente è il soggetto che attualmente gestisce il Cup.

I giudici amministrativi avevano esaminato la documentazione trasmessa dall’Avvocatura regionale sulla rivalutazione della sostenibilità e della congruità dell’offerta aggiudicataria, consentendo alla Regione di proseguire. La discussione di merito è stata fissata per il 18 febbraio. Nel frattempo, tuttavia, la procedura potrebbe essere nuovamente contestata e tornare davanti al giudice amministrativo.

Possibile nuovo ricorso al Tar

Il quadro è stato illustrato nella quarta Commissione Sanità del Consiglio regionale, dopo un’informativa della Giunta. L’assessore alla Sanità Federico Riboldi ha riconosciuto che i ricorsi stanno facendo perdere mesi e ha spiegato che le aggiudicazioni provvisorie comportano tempi più lunghi rispetto a quelli previsti con un unico interlocutore. L’assessore ha comunque espresso fiducia nella possibilità di chiudere la vicenda in tempi brevi.

Secondo Daniele Valle del Partito democratico, l’impresa esclusa avrebbe effettuato un nuovo accesso agli atti e Azienda Zero si attenderebbe un possibile ricorso al Tar contro la riaggiudicazione. Per Valle, il nuovo Cup non avrebbe quindi ancora una prospettiva credibile di avvio. La questione è stata sollevata anche da Alice Ravinale, che ha riferito dell’annuncio di penali per i disservizi registrati dall’app nella settimana precedente.

Tra gli altri aspetti affrontati c’è la direttiva rivolta al gestore H2H, che impediva agli operatori telefonici di proporre una seconda possibilità di prenotazione. Azienda Zero avrebbe diffidato il gestore, chiedendo indicazioni operative conformi al capitolato. È stato inoltre ribadito che, dopo il primo accesso, spetta alla struttura specialistica che ha in carico il paziente prescrivere e prenotare gli accertamenti necessari al completamento del percorso terapeutico, evitando ulteriori passaggi a carico dell’assistito.

Resta infine il percorso di tutela per chi non riesce a ottenere una prenotazione di primo accesso entro la classe di priorità indicata nell’impegnativa. Quando il Cup non è in grado di garantire l’appuntamento, dovrebbe essere l’azienda sanitaria ad attivare la procedura, senza pretendere una nuova richiesta da parte del paziente. Nel frattempo, il sistema continua a operare tra rallentamenti e soluzioni provvisorie.