Un bambino di tre anni residente nel Torinese rischia di non essere ammesso a scuola perché non avrebbe ricevuto la terza dose prevista dal calendario vaccinale. Secondo quanto riferito, la famiglia avrebbe saltato otto appuntamenti fissati per la vaccinazione. La vicenda ha aperto un confronto tra i genitori e la dirigente dell’istituto, mentre l’Asl sta valutando una soluzione per consentire l’avvio del percorso scolastico.
Il confronto tra la famiglia e la dirigente
La preside ha richiamato l’obbligo di applicare le regole in materia di vaccinazioni e ha escluso, almeno per il momento, la possibilità di deroghe. La dirigente ha spiegato che il suo compito è far rispettare le disposizioni previste, anche alla luce delle verifiche ministeriali attualmente in corso negli istituti.
La madre del bambino contesta però l’ipotesi che il figlio possa iniziare la scuola in ritardo. La donna sostiene che la famiglia crede nella scienza e ha annunciato l’intenzione di rivolgersi a un avvocato, con una diffida nei confronti della dirigente. Il punto centrale del confronto riguarda quindi l’ammissione in classe del minore mentre la posizione vaccinale viene verificata.
Le verifiche negli istituti
La vicenda si inserisce in una fase di controlli sulla regolarità degli adempimenti vaccinali nelle scuole. Le verifiche ministeriali sono in corso dopo la morte di una bambina per difterite, circostanza che ha riportato l’attenzione sull’applicazione delle norme e sulla tutela della salute all’interno delle comunità scolastiche.
Nel caso del bambino, l’azienda sanitaria avrebbe prospettato una soluzione per affrontare la situazione senza attendere oltre l’inizio delle lezioni, ma i dettagli dell’ipotesi non sono stati indicati nel testo. Restano dunque da definire i passaggi amministrativi e sanitari necessari, mentre la famiglia valuta le iniziative legali contro la decisione della scuola.