Per chi soffre di artrosi del ginocchio, l’obiettivo delle terapie non è cancellare la malattia, ma ridurre il dolore, migliorare i movimenti e preservare l’autonomia nella vita quotidiana. Non esiste una soluzione uguale per tutti: il trattamento più efficace nasce dalla combinazione di interventi adattati alle condizioni di salute e alle limitazioni della persona.
Movimento e peso sono il primo passo
L’esercizio terapeutico personalizzato rappresenta il trattamento di base. Il programma deve essere calibrato sulle capacità individuali, senza che esista un tipo di allenamento sempre superiore agli altri. Un’analisi condotta su oltre 12.000 persone ha rilevato, al termine dei programmi, un miglioramento medio di circa 13 punti su 100 nel dolore e di 12,5 punti nella funzione fisica. La certezza delle prove è moderata per la funzione e bassa per il dolore.
Quando all’artrosi si associano sovrappeso o obesità, anche la perdita di peso può contribuire ad attenuare il dolore e a facilitare i movimenti. La raccomandazione riguarda le persone con un eccesso ponderale e si basa su prove complessivamente moderate, con un forte orientamento clinico a favore dei benefici pratici.
Farmaci, infiltrazioni e opzioni chirurgiche
Per controllare le fasi più dolorose, le linee guida indicano come prima scelta un FANS topico, cioè un antinfiammatorio in gel o crema da applicare sul ginocchio. Se non è sufficiente o non è adatto, il medico può valutare un antinfiammatorio per bocca alla dose minima efficace e per il periodo più breve possibile, considerando i rischi gastrointestinali, renali e cardiovascolari e gli altri medicinali assunti. Il paracetamolo resta un’opzione da valutare caso per caso.
Le infiltrazioni di corticosteroidi possono essere prese in considerazione quando il dolore non risponde ad altri farmaci o per superare una fase acuta e iniziare gli esercizi. Il sollievo è però temporaneo: viene stimato indicativamente tra due e dieci settimane e non rappresenta una cura risolutiva.
Le prove sulle altre iniezioni intra-articolari invitano alla prudenza. L’acido ialuronico mostra benefici generalmente piccoli e non sempre rilevanti nella vita quotidiana. Per il PRP, la variabilità dei preparati e i limiti degli studi rendono incerti i risultati. Le cellule staminali possono mostrare possibili miglioramenti, ma le prove sono di bassa certezza e non confermano la rigenerazione della cartilagine né effetti certi sulla progressione del danno.
Quando i sintomi compromettono pesantemente la quotidianità e le terapie conservative non funzionano o non sono adatte, è indicata una valutazione specialistica per discutere la protesi di ginocchio. L’intervento può migliorare in modo significativo la qualità di vita, senza garantire però la scomparsa completa di ogni dolore o rigidità. Al contrario, l’artroscopia usata per ripulire un ginocchio con artrosi o lesioni meniscali degenerative offre poco o nessun beneficio clinicamente rilevante.
Serve una valutazione medica urgente in presenza di dolore intenso, impossibilità improvvisa di muovere o caricare il peso sull’arto, gonfiore marcato, deformità, febbre o articolazione calda e arrossata. Negli altri casi, la gestione si basa sulla combinazione nel tempo di movimento sostenibile, controllo del peso quando necessario e supporto farmacologico, riservando la protesi alle situazioni in cui l’autonomia resta compromessa.