Napoli (NA)

Anziana del Vomero, l’Asl chiede 26 euro per una visita del 2017

Angelo Pisani contesta decorrenza, motivazioni e costi dell’operazione notificata dall’agente pubblico.

Una ultrasettantenne del Vomero ha ricevuto un avviso di pagamento dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione, emesso per conto dell’Asl Napoli 1 Centro, relativo a una prenotazione sanitaria che risalirebbe al 2017 e che non sarebbe stata disdetta. La richiesta complessiva ammonta a 26,06 euro: 20,66 euro per la mancata disdetta e 5,40 euro per le spese di invio della comunicazione.

Secondo quanto riferito dall’avvocato Angelo Pisani, che assiste la donna, l’avviso è datato 17 settembre 2026 e non riporterebbe la data dell’appuntamento, la struttura sanitaria coinvolta né l’indicazione della prestazione prenotata. Nel documento comparirebbero invece codici non immediatamente comprensibili e il richiamo alla possibilità di procedere con la riscossione coattiva, con ulteriori aggravi a carico della destinataria.

L’opposizione all’avviso

Contro la richiesta, Pisani ha notificato un atto di opposizione, un’istanza di annullamento in autotutela e una diffida rivolti all’Asl Napoli 1 Centro e all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. La documentazione è stata trasmessa, per conoscenza, anche alla Procura regionale della Corte dei Conti e alla Regione Campania.

Il legale sostiene che la pretesa sarebbe ormai prescritta e contesta la possibilità di applicare a una condotta del 2017 un decreto del 2024. Nella sua ricostruzione, la richiesta avrebbe natura sanzionatoria e sarebbe quindi soggetta ai termini previsti per la contestazione delle violazioni amministrative e alla prescrizione quinquennale. Pisani richiama inoltre il principio di irretroattività, sostenendo che la nuova disciplina non potrebbe essere utilizzata per fatti precedenti.

Le contestazioni sui costi

Un ulteriore profilo sollevato nell’opposizione riguarda la convenienza dell’attività di recupero. Secondo l’avvocato, tra l’elaborazione dei dati, il personale coinvolto, l’intervento dell’agente della riscossione, la stampa e la spedizione, il costo della procedura potrebbe risultare pari o superiore alla somma richiesta alla cittadina. Da qui la contestazione sull’opportunità di avviare azioni di recupero per importi contenuti e riferiti a prenotazioni molto risalenti.

Pisani afferma infine che gli avvisi già inviati a Napoli sarebbero decine di migliaia, con una richiesta media di poco superiore ai 40 euro per persona, mentre altre posizioni sarebbero ancora in fase di verifica. Nel caso specifico, l’atto notificato alla donna dovrà ora essere esaminato dagli enti destinatari dell’opposizione, chiamati a valutare la fondatezza della pretesa e le contestazioni formulate dal legale.