L’auditorium Sesti dell’ospedale San Luca di Lucca ospita il congresso nazionale Il Verde che Cura: sostenibilità, tecnologia e umanizzazione dell’edilizia sanitaria. L’iniziativa, in programma il 9 e 10 ottobre 2026, è promossa dall’Azienda Usl Toscana nord ovest, da Simm, SItI e Siais, in collaborazione con Anmdo.
Il programma affronta il rapporto tra transizione ecologica, organizzazione sanitaria e qualità degli ambienti di cura. Tra i temi discussi figurano le implicazioni della direttiva europea Case Green, la decarbonizzazione del patrimonio edilizio sanitario e la necessità di rendere più efficienti strutture che, per caratteristiche e continuità operativa, sono tra gli edifici a maggiore consumo energetico.
Natura e qualità degli spazi
Una parte dei lavori è dedicata al design biofilico e all’inserimento di elementi naturali negli ambienti interni. Secondo l’impostazione del congresso, il verde negli spazi ospedalieri non rappresenta soltanto una scelta estetica, ma può contribuire al benessere psicofisico di pazienti e operatori e alla percezione della qualità dei luoghi di assistenza.
Ad aprire l’appuntamento è stata la lezione magistrale di Stefano Mancuso, preceduta dai saluti dei rappresentanti degli enti promotori e dall’introduzione del direttore dell’ospedale, Francesco Puggelli. Tra gli elementi presentati durante l’incontro c’è anche la Fabbrica dell’Aria, impianto installato nella hall del San Luca e ideato da Mancuso per intervenire sulla qualità dell’aria indoor.
Un confronto tra competenze diverse
Il congresso riunisce manager sanitari, direttori generali e sanitari, igienisti, architetti, ingegneri, progettisti, decisori pubblici e rappresentanti istituzionali. Il confronto proseguirà anche il 10 ottobre e si concluderà con una tavola rotonda alla quale prenderanno parte le autorità cittadine.
Alla base dell’iniziativa c’è la necessità di conciliare qualità dell’assistenza, sostenibilità ambientale, resilienza energetica e benessere delle persone. La crisi climatica, l’aumento dei costi dell’energia e gli obiettivi europei di riduzione delle emissioni spingono il settore sanitario a ripensare progettazione, gestione e programmazione delle proprie strutture.
Il modello proposto punta a superare la concezione dell’ospedale come semplice macchina per curare, favorendo quella di un luogo capace di contribuire al percorso di cura anche attraverso gli spazi. In questa prospettiva, innovazione tecnologica, efficienza, salute e qualità ambientale vengono considerati componenti di una strategia comune per lo sviluppo degli ospedali futuri.