L’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, avvenuto giovedì scorso all’ospedale Misericordia di Grosseto, è stato vissuto da Alessandra Pifferi come un riconoscimento istituzionale del lavoro svolto contro la violenza. Consigliera dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Grosseto e vice responsabile della rete Codice Rosa dell’Azienda Usl Toscana Sud Est, Pifferi ha partecipato fin dalle prime fasi alla costruzione del percorso di protezione e accoglienza rivolto alle persone vulnerabili.
L’esperienza nella rete Codice Rosa
Pifferi è stata coinvolta nella sperimentazione del Codice Rosa dal 2009, quando lavorava nell’emergenza-urgenza. Insieme a un gruppo di professionisti aveva individuato nell’accesso ai servizi sanitari un’occasione importante per intercettare non soltanto i bisogni fisici, ma anche le difficoltà psicologiche e sociali delle persone assistite. Il progetto, spiega, è nato anche grazie all’impegno dedicato al di fuori dei normali turni di lavoro.
Secondo la consigliera, uno degli elementi centrali del percorso è la formazione degli operatori sanitari. Una preparazione specifica consente di andare oltre le apparenze, sospendere il giudizio e porre le domande appropriate anche quando la vittima non denuncia la propria situazione. Paura, isolamento e dipendenza economica possono infatti rendere difficile chiedere aiuto o raccontare ciò che sta accadendo.
Ascolto e protezione
Il Codice Rosa prevede percorsi dedicati all’ascolto, all’accoglienza e alla protezione. Tra questi ci sono il Percorso donna e quello rivolto alle vittime di crimini d’odio. L’attività non riguarda soltanto le donne, ma comprende tutte le persone che subiscono violenza, comprese quelle con un diverso orientamento sessuale, gli anziani e i minori.
Nel bilancio tracciato da Pifferi, a essere cambiata negli anni è soprattutto la preparazione dei professionisti chiamati a intervenire. I diversi operatori, sottolinea, sanno come accompagnare le vittime, creare condizioni di sicurezza e affrontare situazioni delicate senza formulare giudizi. Il riconoscimento ricevuto al Misericordia dal capo dello Stato viene quindi collegato all’impegno quotidiano della rete e alla capacità dei servizi di individuare situazioni di vulnerabilità che spesso restano nascoste.