La fine delle risorse straordinarie collegate al Pnrr ha aperto una nuova criticità nell’assistenza territoriale a Viterbo e nei comuni del distretto socio-sanitario. Dal 31 agosto, numerose famiglie che convivono con malattie croniche e disabilità gravi hanno visto ridursi, o interrompersi, le ore garantite dagli operatori domiciliari. Il problema riguarda in particolare i nuclei che non possono sostenere il costo di badanti o assistenti privati.
A sollevare pubblicamente la questione è Lina Delle Monache, consigliera comunale del Partito democratico. Secondo la rappresentante dell’opposizione, dopo la conclusione del programma europeo non sarebbe stata predisposta una copertura alternativa da parte della Regione Lazio. La conseguenza, sostiene, è stata il passaggio per alcuni utenti da 20 ore di assistenza settimanale a nessun intervento, con il rischio di lasciare senza sostegno persone sole e famiglie in condizioni economiche fragili.
Delle Monache riferisce inoltre di circa 65 famiglie in lista per accedere ai servizi e definisce la situazione un’emergenza sociale. La denuncia si concentra sulla mancanza di un finanziamento regionale, anche parziale, che avrebbe potuto accompagnare la transizione tra la fine dei fondi del Pnrr e la definizione di un nuovo modello di presa in carico.
La gestione del distretto
La risposta dell’amministrazione comunale inquadra la vicenda in una dimensione più ampia rispetto al solo capoluogo. Rosanna Giliberto, assessora alle Politiche sociali, ricorda che il servizio è gestito in forma associata e coinvolge sette comuni. Prima dell’arrivo delle risorse europee, spiega, erano 71 le persone presenti nella lista d’attesa; il programma aveva come destinatari iniziali soprattutto gli over 65 con parziale autosufficienza.
Con i finanziamenti straordinari, il distretto è riuscito a prendere in carico circa 50 persone. Una decina di utenti avrebbe però rinunciato al servizio a causa della compartecipazione economica richiesta alle famiglie. Terminata quella fase, le richieste inevase sono tornate a crescere: secondo l’assessora, oggi nel distretto ci sono circa 30 persone in attesa e non sono disponibili fondi per estendere immediatamente gli interventi.
Nuovi criteri e bisogni in evoluzione
Tra le misure individuate per affrontare la situazione c’è l’innalzamento della soglia Isee a 9mila euro per ottenere l’esenzione totale dalla compartecipazione. La decisione è stata approvata dal comitato dei sindaci del distretto e punta a tutelare le famiglie con minori capacità economiche, riducendo il peso della quota a loro carico.
Si valuta anche una rimodulazione dei pacchetti di intervento, con soluzioni più flessibili e un numero complessivo di ore eventualmente inferiore, ma distribuito su una platea più ampia. La programmazione deve inoltre tenere conto del cambiamento dell’utenza: accanto agli anziani parzialmente autosufficienti sono aumentati i casi di bambini con disabilità gravissime, che necessitano di assistenza continuativa. Per l’assessorato, questa trasformazione impone una revisione delle priorità e della distribuzione delle risorse in tutto il territorio distrettuale.