Castelnuovo Magra ha ospitato una giornata dedicata alla salute mentale e al ruolo della comunità nei percorsi di cura. L’iniziativa, promossa dall’Amministrazione comunale a margine della mostra fotografica La liberazione possibile – Il manicomio, Franco Basaglia e noi, ha riunito istituzioni, professionisti, associazioni e cittadini per riflettere sull’eredità della riforma Basagliana e sulle esigenze attuali delle persone con disagio psichico.
Il programma è iniziato alle 12 con un pranzo al Circolo ARCI di Piazza Querciola. Alle 14, i partecipanti hanno visitato l’esposizione allestita nella Torre del Castello dei Vescovi di Luni e organizzata dal Museo della Resistenza. Il percorso fotografico ha proposto immagini e testimonianze legate alla storia degli istituti psichiatrici, offrendo lo spunto per una riflessione sul cambiamento avviato da Franco Basaglia e sulla sua attualità.
Il confronto sulla cura
Alle 17, nella sala Vanda Bianchi del Centro Sociale Polivalente, si è svolto l’incontro Umane interconnessioni. Il dialogo è stato condotto da Pietro Pellegrini, medico psichiatra e psicoterapeuta, e ha coinvolto la sindaca Katia Cecchinelli, l’assessore alle Politiche Sociali Diomira Cantergiani, operatori della salute mentale, rappresentanti del volontariato e cittadini.
Al centro del confronto è stata posta la necessità di collegare la dimensione sanitaria a quella sociale, rafforzando i rapporti tra servizi, territorio, famiglie e realtà associative. Secondo quanto emerso durante la giornata, la cura non può essere affidata a un solo soggetto: alle istituzioni spetta riconoscere i bisogni e attivare risposte adeguate, ai professionisti individuare precocemente le situazioni di difficoltà, mentre associazioni e cittadini possono contribuire a ridurre isolamento e pregiudizi.
Fragilità e prevenzione
La discussione ha richiamato anche i fattori che possono incidere sull’equilibrio della salute mentale, tra cui povertà, solitudine, emarginazione, perdita delle relazioni e mancanza di opportunità. L’obiettivo indicato dai partecipanti è intervenire prima che le fragilità si trasformino in situazioni di crisi, costruendo una rete capace di intercettare i bisogni e accompagnare le persone nella vita quotidiana.
Al confronto hanno contribuito Elisabetta Olivieri, Pier Marco Passani, Patrizia Orcamo e Silvia Marcesini. Sono inoltre intervenute le associazioni ALFaPP La Spezia, L’Alba di Domani, Camminare Insieme, Il Mondo di Holden Onlus e L’Acchiappa Sogni. L’Amministrazione comunale ha ringraziato anche Daniela Campagnolo, il Museo della Resistenza e il Circolo ARCI di Piazza Querciola per il contributo all’organizzazione.
La giornata si è conclusa con l’impegno dichiarato dall’Amministrazione a proseguire le occasioni di collaborazione tra servizi, associazioni e comunità. Il tema emerso è quello di una prevenzione che non riguarda soltanto l’assistenza sanitaria, ma anche la capacità del territorio di riconoscere le fragilità, contrastare l’isolamento e favorire relazioni rispettose.