Toscana

Detenuto ferito al polmone durante una rissa in carcere

Il Sappe segnala organici ridotti e sovraffollamento dopo lo scontro tra alcuni ospiti dell’istituto

Un detenuto è stato accoltellato durante una rissa scoppiata nel reparto di media sicurezza della casa circondariale La Dogaia di Prato. L’uomo, secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Sappe, è stato raggiunto da un fendente al polmone e trasferito d’urgenza al pronto soccorso. Le sue condizioni sono state definite gravi.

L’episodio è avvenuto il 17 agosto 2026, verso l’orario di chiusura delle sezioni. La ricostruzione è stata diffusa dal Sappe, che riferisce di uno scontro tra alcuni detenuti di nazionalità maghrebina degenerato rapidamente in violenza. Uno dei partecipanti sarebbe stato colpito con una lama rudimentale.

Il ferimento e i soccorsi

Il detenuto ferito è stato soccorso all’interno dell’istituto e accompagnato in ospedale. Il sindacato parla di un possibile interessamento del polmone, circostanza che spiegherebbe la gravità del quadro clinico. Al momento, nel testo diffuso dal Sappe, non vengono forniti ulteriori dettagli sulle condizioni dell’uomo né sull’identità degli altri partecipanti alla rissa.

A riferire dell’accaduto è Francesco Oliviero, segretario toscano del Sappe. Secondo il sindacalista, la lite sarebbe esplosa poco prima della chiusura delle sezioni e sarebbe poi sfociata nell’accoltellamento. La dinamica resta quindi ricostruita sulla base delle informazioni fornite dall’organizzazione sindacale.

La denuncia sulle condizioni del penitenziario

Il ferimento riporta al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro e di sicurezza nella struttura pratese. Il Sappe considera l’episodio un ulteriore segnale delle difficoltà del sistema penitenziario toscano e indica in particolare sovraffollamento e carenza di personale tra i principali fattori di rischio.

Secondo il sindacato, l’elevato numero di persone detenute renderebbe più complessa la gestione dell’istituto, mentre gli agenti della polizia penitenziaria sarebbero costretti a operare con organici inferiori alle necessità. Nella situazione denunciata inciderebbe anche la chiusura di alcune sezioni del carcere fiorentino di Sollicciano, che avrebbe portato a Prato numerosi detenuti, compresi alcuni considerati particolarmente problematici.

Il Sappe chiede al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria un intervento urgente e propone il trasferimento dei detenuti ritenuti violenti o ad alta conflittualità, anche fuori regione. L’obiettivo indicato è ridurre la tensione all’interno della struttura e riportare la gestione dell’istituto entro condizioni ritenute accettabili. Per il sindacato, l’accoltellamento dimostra la necessità di misure immediate sul piano degli organici e della distribuzione della popolazione detenuta.