Prato (PO)

Carcere della Dogaia, altri due detenuti finiscono al pronto soccorso

Il Sappe: "Nuovo campanello d’allarme di un sistema penitenziario toscano che sta mostrando ormai evidenti segnali di collasso"

Carcere della Dogaia, altri due detenuti finiscono al pronto soccorso

L’ennesimo episodio di violenza nel carcere della Dogaia di Prato dove  due detenuti sono finiti al pronto soccorso: quello più grave  è stato colpito da una coltellata a un polmone durante una rissa nel reparto di media sicurezza. Il detenuto è stato trasportato in ospedale intorno alle 20.20 di ieri (17 Agosto) con ferite multiple al torace e alla nuca, una delle quali ha richiesto una sutura chirurgica. Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato un enfisema sottocutaneo e un minimo interessamento pleurico. La prognosi è stata fissata in 20 giorni. Lo comunicaIl Procuratore di Prato, Luca Tescaroli, che fa sapere di aver avviato le investigazioni.

«Nuovo campanello d’allarme di un sistema penitenziario toscano che sta mostrando ormai evidenti segnali di collasso – afferma il segretario regionale del Sappe, Francesco Olivierio – Il sovraffollamento ha raggiunto livelli che incidono direttamente sulle condizioni di sicurezza, mentre il personale di polizia penitenziaria continua a operare con organici assolutamente insufficienti».

Si allunga la lista degli accessi alle camere di sicurezza dell’ospedale da parte dei detenuti nel penitenziario pratese. L’ultimo episodio, quello di Domenica scorsa, quando un ventiduenne carcerato è stato ferito ad una gamba nel pronto soccorso da un agente di polizia penitenziaria, mentre tentava la fuga. D’altronde la Dogaia da tempo è al centro di fatti di cronaca che vede impegnati la Procura e le forze dell’ordine nel tentativo di fermare l’illegalità dietro le sbarre: cellulari, droni e stupefacenti. Ma anche risse, violenze e persino un morto a seguito di aggressione registrato nelle scorse settimane. Nelle perquisizioni, in passato, sono stati trovati tirapugni, punteruoli, lame.  Il Procuratore Tescaroli non ha mai nascosto quanto la situazione all’interno del penitenziario cittadino sia a dir poco complicata.