Nazionale

Ue, Sberna (FdI-ECR): coesione aiuta coste e isole, ETS marittimo aumenta i costi

La vicepresidente del Parlamento europeo chiede di sostenere isole, coste e pesca e critica gli effetti dell’ETS sui collegamenti

Ue, Sberna (FdI-ECR): coesione aiuta coste e isole, ETS marittimo aumenta i costi

Le isole e le comunità costiere devono trovare spazio nelle strategie europee e nei prossimi Piani nazionali e regionali di partenariato, con risorse adeguate per affrontare i maggiori costi legati all’insularità, all’adattamento climatico e alla tutela delle economie locali.

“Per anni isole e comunità costiere hanno chiesto all’Europa di essere ascoltate. Oggi hanno finalmente strategie dedicate, e il merito è del vicepresidente Fitto perché le ha costruite partendo dai territori. Chi vive su un’isola paga di più trasporti, energia e servizi. L’analisi sul costo dell’insularità che la Commissione ha annunciato ci darà finalmente i numeri per intervenire, e per questo condividiamo pienamente la scelta di portare questo impegno nel prossimo bilancio e nei Piani nazionali e regionali di partenariato. Lo stesso vale per le coste, dove vivono 95 milioni di europei. Comunità che d’estate si riempiono e d’inverno si svuotano, che vedono partire i giovani e sono le prime a pagare l’erosione e gli eventi estremi. Anche loro devono trovare spazio in quei Piani, con risorse per adattarsi al clima e fare del Right to stay l’obiettivo da raggiungere. Così come per la pesca. Diversificare l’economia delle coste è giusto, ma la pesca deve restare al centro, perché per molte comunità significa lavoro, identità e sicurezza alimentare”.

Lo dichiara Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo ed eurodeputata di FdI-ECR, componente della commissione REGI, intervenendo a Strasburgo su “Strategie dell’UE per le isole, le comunità costiere e le regioni ultraperiferiche”.

Il costo dell’insularità

La dichiarazione è stata rilasciata giovedì 8 ottobre 2026. Sberna richiama in particolare l’analisi sul costo dell’insularità annunciata dalla Commissione europea, che dovrebbe fornire elementi per valutare le maggiori spese sostenute dalle popolazioni insulari.

Secondo la vicepresidente del Parlamento europeo, l’impegno dovrà tradursi in risorse inserite nel prossimo bilancio dell’Ue e nei Piani nazionali e regionali di partenariato, con attenzione anche alle esigenze delle comunità costiere.

Coste, clima e diritto a restare

Nel suo intervento, Sberna evidenzia le difficoltà delle aree costiere, dove vivono 95 milioni di europei e dove gli effetti dell’erosione e degli eventi estremi si sommano ai problemi legati allo spopolamento e alla partenza dei giovani.

La richiesta è di destinare risorse all’adattamento climatico e di fare del “Right to stay” un obiettivo delle politiche europee, mantenendo al centro anche il settore della pesca, considerato rilevante per il lavoro, l’identità e la sicurezza alimentare delle comunità interessate.

La critica all’ETS marittimo

Sberna segnala però una contraddizione tra le politiche di coesione e gli effetti dell’ETS marittimo sui territori insulari e costieri.

“Ma c’è una contraddizione che quest’Aula non può accettare. Con la coesione aiutiamo questi territori, con l’ETS marittimo facciamo salire il costo dei traghetti e delle merci da cui dipendono e lo facciamo proprio mentre carburante ed energia costano già di più. La revisione della direttiva esenta fino al 2035 i collegamenti con le isole minori, ma lascia fuori le isole più grandi, come ad esempio la Sicilia e la Sardegna. Per chi vive su un’isola il traghetto è l’unica strada che possiede. Tassarla significa far pagare di più chi vive su un’isola. E invito quindi quest’Aula a lavorare tutti assieme su queste tematiche per ottenere il migliore risultato possibile per i nostri cittadini”.

La vicepresidente del Parlamento europeo chiede quindi un intervento comune sulle norme relative all’ETS, con l’obiettivo di evitare che i maggiori costi dei collegamenti marittimi ricadano sulle popolazioni che dipendono dal trasporto via traghetto.