Tpl, il Partito Liberaldemocratico chiede dati e corse affidabili

Luigi Di Placido e Franco Pedrelli citano i disservizi del Parkibus e chiedono trasparenza sul nuovo assetto.

Luigi Di Placido e Franco Pedrelli, esponenti del Partito Liberaldemocratico di Cesena, intervengono sul futuro del trasporto pubblico locale e chiedono che ogni decisione venga sostenuta da dati pubblici, completi e verificabili. La presa di posizione arriva mentre si susseguono annunci su nuove linee, modifiche ai servizi e ipotesi di riorganizzazione del Tpl, in vista del nuovo piano atteso a settembre.

Il partito non contesta la necessità di ripensare il servizio, ma sollecita un confronto basato su elementi concreti. Tra le informazioni ritenute indispensabili vengono indicati la situazione di partenza, indicatori misurabili, costi, obiettivi e risultati attesi. Senza questi dati, sostengono i due esponenti, il Consiglio comunale e i cittadini non avrebbero strumenti sufficienti per valutare le scelte e verificarne nel tempo gli effetti.

Il quadro delle corse perse

Al centro dell’analisi ci sono i numeri relativi al Parkibus, sulle linee 4, 5 e 6. Le informazioni, spiegano Di Placido e Pedrelli, sono emerse attraverso una risposta a un’interrogazione consiliare, considerata uno dei pochi strumenti disponibili per ricostruire la qualità effettiva del servizio. Nel bacino del Tpl di Forlì-Cesena, che secondo la nota vale circa 22 milioni di euro, il dato sulle corse non effettuate resta motivo di preoccupazione.

Nel 2024 le corse perse erano state 9.407, con pesanti conseguenze sull’affidabilità dei parcheggi scambiatori come alternativa all’auto per raggiungere il centro. Nel 2025 il numero è sceso a 1.848, mentre nel primo semestre del 2026 le corse perse sono già 1.026. Rapportando i valori ai giorni di effettiva disponibilità del servizio, la media è stata di circa 7,4 corse non effettuate al giorno nel 2025 e di 6,9 nel 2026.

La situazione, aggiungono i rappresentanti del Partito Liberaldemocratico, presenta picchi particolarmente elevati nei mesi peggiori: 11,8 corse perse al giorno nel marzo 2025 e 14 nel maggio 2026. Inoltre, mentre nel 2025 i disservizi risultavano concentrati soprattutto nella seconda parte della giornata, nel 2026 avrebbero interessato l’intero arco giornaliero. Per gli esponenti politici, questi dati impongono una riflessione sulla continuità del servizio prima di procedere con ulteriori cambiamenti.

La richiesta in vista del nuovo piano

La riorganizzazione, secondo Di Placido e Pedrelli, può comprendere nuove linee, frequenze più alte, modifiche a BusSì o un diverso assetto complessivo della mobilità. La condizione preliminare, però, è che l’autobus passi con regolarità. Solo un servizio frequente, puntuale e affidabile, sostengono, può convincere i cesenati a ridurre l’uso dell’auto privata.

La definizione di ogni modifica come sperimentazione, prosegue la nota, non sarebbe sufficiente se non fosse accompagnata da obiettivi misurabili e standard di qualità fissati in partenza. Il rischio indicato è che i problemi vengano semplicemente rinviati, fino a diventare strutturali. Per questo, in occasione della presentazione del nuovo assetto del Tpl, viene chiesta la pubblicazione dei dati iniziali, dei costi, degli obiettivi, degli indicatori di qualità e dei risultati attesi.

La richiesta conclusiva riguarda dunque trasparenza e verificabilità delle scelte sulla mobilità pubblica. Il confronto, secondo il Partito Liberaldemocratico, dovrà consentire alle istituzioni e alla cittadinanza di misurare nel tempo l’efficacia del piano, senza affidarsi soltanto agli annunci.