Modena (MO)

Sinistra italiana: affitti legati all’Isee e quota ad Acer

Il progetto urbanistico viene indicato come occasione, ma servono strumenti stabili e una regia istituzionale.

Il nuovo Piano Casa proposto dall’urbanista Ezio Righi può rappresentare un’opportunità per affrontare l’emergenza abitativa a Modena, ma secondo Sinistra Italiana deve essere inserito in una strategia più ampia e strutturale. Il segretario provinciale Alberto Baraldi chiede al Comune una regia pubblica forte, fondata sull’edilizia residenziale pubblica, sugli affitti accessibili, sul recupero del patrimonio esistente e sul contrasto alla rendita.

La posizione del partito si inserisce nel dibattito sul piano che prevede l’utilizzo di circa il 3% del suolo pubblico per realizzare 1.500 abitazioni a prezzi inferiori a quelli di mercato. Per Baraldi, l’intervento potrebbe rispondere alle esigenze di giovani, famiglie e ceto medio impoverito, ma dovrebbe distinguere con chiarezza tra abitazioni in vendita convenzionata e alloggi destinati in modo permanente alla locazione.

Le risorse già disponibili

Sinistra Italiana ricorda che il territorio dispone già di alcuni strumenti per sostenere l’accesso alla casa: il Comune gestisce l’Erp, l’Agenzia Casa, lo Sportello Abitare e il Patto per la Casa, pensato per favorire contratti a canone calmierato. Nel 2025 l’amministrazione ha stanziato 1,51 milioni di euro per aiutare 1.094 famiglie a pagare l’affitto.

Per il 2026, inoltre, il nuovo bando regionale assegna a Modena circa 500mila euro, con contributi compresi tra 1.500 e 2.000 euro destinati ai nuclei considerati più in difficoltà. Baraldi giudica queste misure importanti, ma non sufficienti rispetto all’aumento dei canoni e alla crescita della domanda di alloggi accessibili.

La quota per l’edilizia pubblica

La proposta avanzata da Sinistra Italiana prevede che il 25-30% dei nuovi alloggi venga ceduto ad Acer per essere destinato all’edilizia residenziale pubblica. Gli appartamenti dovrebbero avere canoni sociali commisurati all’Isee, insieme a un sistema di canoni differenziati e a garanzie pubbliche più solide per i nuclei con redditi bassi.

Il partito propone anche di attribuire maggiore peso, nei bandi, alle situazioni di grave precarietà abitativa, tra cui gli sfratti e le coabitazioni forzate. Secondo Baraldi, quando viene utilizzato suolo pubblico, una parte significativa del valore prodotto deve rimanere alla collettività sotto forma di patrimonio abitativo permanente.

La segretaria del Circolo cittadino di Sinistra Italiana, Maria Teresa Rubbiani, sottolinea infine che non è sufficiente aumentare il numero delle costruzioni. Servono recuperi e nuovi quartieri dotati di servizi, accessibili e capaci di evitare la formazione di nuove aree marginali e ulteriore consumo di suolo non compensato.

Per il partito, Comune, Provincia, Regione e Acer dovrebbero aprire un confronto pubblico per definire obiettivi, risorse e tempi verificabili. La richiesta è quindi quella di trasformare il Piano Casa in una politica abitativa continuativa, con una responsabilità condivisa tra istituzioni e soggetti pubblici.