Toscana

Scontro sul futuro dei poli industriali e sulle assenze in commissione

Le forze di opposizione contestano la maggioranza e sollecitano un confronto per occupazione, sicurezza e ambiente.

Follonica a Sinistra e Rifondazione Comunista contestano la maggioranza che governa Follonica per la mancata partecipazione a una commissione consiliare convocata per discutere di lavoro e industria. Secondo le due forze politiche, la seduta non avrebbe raggiunto il numero legale, impedendo così il confronto su questioni che riguardano le vertenze in corso, i lavoratori e il futuro industriale del territorio.

La vicenda, sostengono i promotori della nota, si sarebbe già verificata nelle scorse settimane, quando una precedente riunione della commissione consiliare dedicata ai problemi del polo industriale-siderurgico di Piombino non era stata portata avanti per l’assenza del numero legale. Il tema era stato affrontato anche nella seduta del Consiglio comunale del 29 luglio, durante la quale il consigliere Francesco Ciompi aveva presentato una mozione sottoscritta dall’opposizione di centrosinistra.

Il confronto sul polo di Piombino

Nel documento, riferiscono Follonica a Sinistra e Rifondazione Comunista, erano state avanzate alcune proposte per affrontare le criticità dell’area piombinese. Tra queste anche la nazionalizzazione degli impianti, definita dalla stessa opposizione una scelta radicale ma necessaria. La maggioranza e le opposizioni avrebbero quindi concordato di approfondire la questione nelle commissioni consiliari, con l’obiettivo di discutere del futuro industriale del territorio.

La nota collega le difficoltà del comparto alle crisi delle materie prime, ai conflitti internazionali, alla speculazione finanziaria e alla crisi climatica. Per i due gruppi politici, questi fattori evidenzierebbero i limiti di un modello che affida settori strategici alle sole dinamiche di mercato. Energia, trasporti, ferrovie e industria, sostengono, dovrebbero essere sottoposti a una maggiore capacità di indirizzo e controllo pubblico, per tutelare il lavoro, la sicurezza economica e la programmazione del futuro.

Il caso del polo chimico di Scarlino

La nuova mancata riunione, prosegue il comunicato, riguarderebbe invece l’accordo programmatico sul polo chimico di Scarlino. Al centro ci sarebbe il futuro produttivo e occupazionale dell’area e, in particolare, la situazione delle lavoratrici e dei lavoratori della Venator, oggi Sol.Tiox, descritta come segnata da difficoltà e incertezza ormai da anni.

Follonica a Sinistra e Rifondazione Comunista affermano di avere chiesto più volte all’amministrazione comunale di conoscere le proprie proposte sull’Accordo di Programma per il futuro del polo di Scarlino. La richiesta, spiegano, riguarda anche la possibilità che ogni Comune contribuisca all’intesa con un progetto specifico. Le risposte, secondo l’opposizione, non sarebbero mai arrivate, nonostante le comunicazioni formali inviate in precedenza.

Per i due gruppi, la commissione avrebbe potuto diventare la sede per un confronto sulla prospettiva industriale di Scarlino e dell’intero comprensorio. L’obiettivo indicato è tenere insieme continuità produttiva, buona occupazione, sicurezza e tutela ambientale, evitando che i lavoratori affrontino da soli le crisi e che le decisioni strategiche restino affidate esclusivamente alle grandi aziende.

Da qui l’appello rivolto alla maggioranza: partecipare alle commissioni, presentare proposte e discutere con le opposizioni, i lavoratori, le organizzazioni sindacali e il territorio. La richiesta, concludono Follonica a Sinistra e Rifondazione Comunista, è che il futuro industriale e occupazionale della zona venga affrontato attraverso un confronto politico e istituzionale concreto.