Lombardia

Corridoni, il comitato chiede di fermare il trasferimento

Le operazioni in via Fiume proseguono prima dell’udienza del Consiglio di Stato fissata per il primo settembre.

Il trasferimento degli alunni della scuola Corridoni negli spazi di via Fiume torna al centro del confronto cittadino. A contestare le modalità dell’operazione è il Comitato Como a Misura di Famiglia, che accusa l’amministrazione comunale di avere avviato le attività durante il periodo estivo, senza un confronto adeguato con le famiglie e a pochi giorni dall’udienza cautelare fissata davanti al Consiglio di Stato.

Nel plesso di via Fiume sono in corso lo spostamento degli arredi e la riorganizzazione dei locali destinati ad accogliere gli studenti della Corridoni. Il Comitato ha diffuso la propria posizione domenica 30 agosto, sostenendo che le operazioni rappresentino il segnale di un metodo di governo definito autoritario, opaco e privo di una programmazione complessiva.

Le contestazioni sulle modalità

Secondo Como a Misura di Famiglia, l’intervento sarebbe stato avviato a ridosso dell’inizio dell’anno scolastico senza che siano state fornite garanzie sufficienti sulla sicurezza e sull’adeguatezza degli ambienti. Il gruppo chiede inoltre chiarimenti sugli effetti della riorganizzazione sulla didattica, sulla mobilità e sull’organizzazione quotidiana delle famiglie.

Nel mirino del Comitato c’è soprattutto il metodo seguito dal Comune. Le attività di sgombero e riadattamento degli spazi vengono descritte come azioni improvvisate e non come una soluzione frutto di una pianificazione a lungo termine. La critica riguarda sia gli alunni della Corridoni sia quelli già iscritti alla scuola di via Fiume, che secondo il gruppo sarebbero coinvolti nella redistribuzione degli ambienti.

Il Comitato sostiene che gli studenti vengano spostati per affrontare le conseguenze di una politica di riorganizzazione dei plessi scolastici, senza garanzie adeguate sulla qualità dell’insegnamento, sulla vivibilità e sulla sicurezza. Nel comunicato viene espressa anche la preoccupazione per il rischio che le esigenze organizzative prevalgano sui diritti degli alunni e sulle necessità della comunità scolastica.

L’udienza davanti al Consiglio di Stato

Un ulteriore elemento di contestazione riguarda la tempistica. Il 1° settembre è prevista a Roma l’udienza del Consiglio di Stato sulla richiesta di sospensiva relativa alla vicenda della Corridoni. Per Como a Misura di Famiglia, proseguire con gli spostamenti mentre è ancora attesa la valutazione dei giudici costituisce una scorrettezza istituzionale e procedurale.

Il gruppo ricorda inoltre che, in una fase iniziale, il Comune aveva indicato la scuola Foscolo come sede principale per ospitare gli alunni della Corridoni. La soluzione di via Fiume sarebbe stata individuata soltanto ad agosto, dopo l’impossibilità di procedere con il primo progetto. Il Comitato sottolinea che il plesso si trova in un’altra parte della città e appartiene a un diverso istituto comprensivo.

La richiesta rivolta all’amministrazione è di sospendere ogni azione almeno fino all’udienza cautelare. Il Comitato sollecita anche l’attenzione delle autorità locali, governative e ministeriali affinché siano verificate eventuali irregolarità riguardanti la sicurezza e l’adeguatezza degli edifici coinvolti. Nel comunicato, infine, afferma di raccogliere le preoccupazioni di numerose famiglie, comprese quelle della scuola di via Fiume, e conferma l’intenzione di sostenere le iniziative ritenute necessarie per tutelare i loro diritti.