Le risorse aggiuntive destinate alla riqualificazione del quartiere di San Siro non risultano più disponibili. Si tratta dei 40 milioni di euro che Milan e Inter avrebbero dovuto mettere a disposizione come extra oneri, con l’obiettivo di finanziare interventi sociali e urbanistici a beneficio della comunità locale nell’ambito del progetto per il nuovo impianto sportivo.
La cancellazione della somma emerge dal Rapporto ambientale della VAS, la valutazione ambientale strategica collegata al progetto. Nel documento, tra gli elementi emersi durante la conferenza dei servizi e riportati negli allegati al contratto di compravendita, si precisa che gli extra oneri sono stati assorbiti dai maggiori costi delle opere infrastrutturali e dalla sistemazione a verde delle aree destinate a essere cedute al Comune.
Le risorse assorbite dalle opere
Secondo la ricostruzione contenuta nella relazione tecnica, l’aumento delle spese per le infrastrutture primarie e per il verde pubblico avrebbe ridotto fino ad azzerare il margine economico inizialmente destinato a interventi ulteriori per il territorio. I fondi, quindi, non sarebbero scomparsi, ma sarebbero stati utilizzati per coprire costi legati alla realizzazione dell’impianto e dell’area commerciale.
Per il quartiere, tuttavia, il risultato sarebbe l’assenza di un investimento aggiuntivo rispetto alle opere strettamente necessarie al progetto. La sistemazione delle aree e gli interventi funzionali al nuovo stadio rientrerebbero infatti negli obblighi dell’operazione, mentre verrebbe meno la quota pensata come compensazione diretta per la zona.
Il confronto sull’interesse pubblico
La ricaduta sul territorio era stata indicata tra le condizioni poste dal Consiglio comunale di Milano per il via libera all’operazione. In particolare, l’attenzione era rivolta al quartiere di edilizia popolare attorno a piazzale Selinunte, per il quale era stato richiesto un intervento concreto e non una generica promessa di benefici.
L’azzeramento degli extra oneri riapre così il confronto sull’equilibrio tra gli interessi dell’operazione e quelli della comunità locale. A essere garantite resterebbero le opere direttamente collegate al nuovo impianto, mentre non risulterebbero più finanziamenti aggiuntivi per sostenere la riqualificazione sociale e urbanistica dell’area.
Il consigliere del gruppo misto Enrico Fedrighini ha definito la vicenda una nuova prova, a suo giudizio, dell’asservimento della giunta agli interessi privati, sostenendo che l’interesse pubblico sarebbe assente. Anche Marco Bestetti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia ed ex presidente del Municipio 7, ha chiesto alla giunta e al Municipio 7 di chiarire con urgenza le ragioni dell’eliminazione dell’impegno economico.
Per Bestetti, la decisione rappresenterebbe un tradimento degli indirizzi approvati dal Consiglio comunale e una penalizzazione per gli abitanti delle zone vicine allo stadio, ai quali erano state prospettate ricadute dirette dell’intervento. Il nodo resta ora legato all’interpretazione dei costi e degli obblighi previsti dagli atti dell’operazione.