“Mentre famiglie e imprese cercano di resistere al caro energia, da quest’Aula arriva sempre la stessa risposta: una nuova tassa. Chi dalla crisi ricava guadagni eccezionali deve essere chiamato a contribuire. Su questo possiamo essere d’accordo.
Ma se chiediamo alle compagnie di assumersi una responsabilità, dobbiamo assumerci anche la nostra. Non possiamo chiedere di contenere i prezzi mentre continuiamo a imporre obblighi che rendono più costoso produrre in Europa. Non possiamo invocare sacrifici e lasciare intatte le scelte che aggravano le difficoltà di chi lavora”.
Lo dichiara in Plenaria a Strasburgo, mercoledì 7 ottobre 2026, Alessandro Ciriani, eurodeputato di Fratelli d’Italia-Ecr e vicecoordinatore del Gruppo Ecr in Libre, intervenendo su ‘Urgente necessità di una tassa sui superprofitti degli inquinatori: tutelare la salute delle persone e ridurre le bollette energetiche in tempi di crisi climatica’.
Tassazione dei profitti e sostenibilità produttiva
Dobbiamo rivedere radicalmente l’ETS e gli obblighi insostenibili del Green Deal, prima che l’ostinazione nel difenderli mandi sul lastrico l’economia europea.
Nessun obiettivo politico giustifica l’indifferenza davanti a imprese che chiudono e posti di lavoro che si perdono.
Autonomia energetica e diversificazione delle fonti
Per abbassare le bollette dobbiamo riconquistare autonomia energetica, produrre di più e dipendere meno dall’estero. E per questo servono tutte le fonti, dalle rinnovabili al nucleare fino alle fossili. Basta demonizzarle per ideologia e rinunciare agli strumenti che possono garantire energia accessibile.
E, soprattutto, non accettiamo lezioni sull’ambiente da chi considera una fabbrica chiusa un successo della transizione. Se produzione ed emissioni si trasferiscono altrove, l’Europa perde lavoro e non salviamo neanche il pianeta“.