La proposta non è mai stata adottata e non ha rappresentato una condizione per partecipare alle attività formative. È quanto ha chiarito Isabella Conti, assessora alla scuola dell’Emilia-Romagna, intervenendo in Assemblea legislativa sulla dichiarazione aggiuntiva riguardante Gaza e i territori occupati, discussa in vista dell’arrivo a Reggio Emilia di delegazioni di scuole ebraiche.
La questione è stata sollevata dal consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Aragona attraverso un question time. Nel rispondere, Conti ha spiegato che il testo era stato elaborato e discusso in forma di bozza da Reggio Children, ma non era poi entrato a far parte delle condizioni di partecipazione al percorso educativo.
La posizione della Regione
Secondo l’assessora, la formulazione della proposta è stata comunque un errore. Gli enti coinvolti, ha ricordato, lo hanno riconosciuto pubblicamente e hanno presentato le proprie scuse alle delegazioni, in particolare a chi non si è sentito accolto. La Regione ha quindi condiviso quella valutazione, distinguendo tra il contenuto della bozza e la sua mancata adozione.
Conti ha sottolineato che la partecipazione a un percorso educativo e formativo non può essere subordinata alla sottoscrizione di una dichiarazione politica o alla richiesta di prendere posizione sulle scelte di un governo. Il confronto su questioni difficili e divisive, ha aggiunto, può rientrare in un’educazione democratica, ma deve restare libero e non trasformarsi in una condizione o precondizione per accedere alle opportunità educative.
Il caso riguarda dunque una dichiarazione aggiuntiva riferita alla situazione a Gaza e nei territori occupati, inserita nella fase preparatoria dell’incontro con le delegazioni. La Regione ha ribadito che il documento non è stato adottato e che l’accesso alle attività formative non era vincolato all’espressione di una posizione politica.